Ius culturae, anche il Pd frena sulla riforma

Ius culturae, anche il Pd frena sulla riforma: la discussione comincerà giovedì prossimo, ma è probabile un rinvio al 2020.

Ius culturae, anche il Pd frena sulla riforma: con la nascita del nuovo governo giallorosso pareva che potesse esserci un’accelerazione. Ma in realtà la modifica della legge che dal 1992 regoila la cittadinanza italiana è ancora lomtana.

Lo confermano le parole delle ultime ore di Alessia Morani, sottosegretaria allo Sviluppo e voce autorevole nel Pd. Il post che ha pubblicato sul suo profilo Facebook sembra mettere una pietra tombale sulla discussione: “Scrivo questo post – ha cominciato – con la consapevolezza che attirerò molte critiche. Ma anche con la convinzione di interpretare il ‘sentiment’ della maggioranza delle persone che guardano con simpatia al nostro governo. Premetto che lo ius culturae è un principio sacrosanto e una legge di grande civiltà ma riprendere ORA il dibattito sull’approvazione di questo provvedimento è un errore“.

I tempi secondo Morani non sono maturi perché prima il governo dovrà dimostrare che esistono modi diversi per regolare i flussi migratori. Così come dovrà attuare serie politiche di integrazione. In questo momento, dopo quello che è successo con la Lega al governo, la riforma della legge sulla cittadinanza potrebbe non essere compresa.

Leggi anche: Ius soli, 900 insegnanti in sciopero della fame

Ius culturae e ius soli, come funziona la legge i Italia e nel mondo

Una posizione in qualche modo condivida anche da Giuseppe Brescia, presidente 5 Stelle della commissione Affari Costituzionali: “Giovedì riprende la discussione, ma siamo lontani dall’avere un testo base. Ora in commissione ci sono altre priorità come il conflitto di interessi e il taglio dei parlamentari”. E le opposizioni pronettono lotta dura come ha anticipato anche Giorgia Meloni, anche lei su Facebook: “Il governo più anti-italiano della storia ha deciso di svendere la cittadinanza italiana. Pd e M5S sono pronti a far passare la legge Boldrini che aprirà le porte allo ius soli. Temo che qualcuno abbia promesso alla Merkel di ritrasformare l’Italia in un campo profughi d’Europa e ci sia qualche cooperativa che sta aspettando di tornare a fare affari”.

Ma come funziona attualmente la concessione della cittadinanza italiana? Vige la legge 91 del 1992: chi è nato in Italia da genitori stranieri può diventare cittadino italiano al compimento dei 18 anni. Questo a condizione che abbia mantenuto costantemente la residenza in Italia dalla nascita. E invece negli altri Paesi esiste lo ‘ius soli’? In Francia chi nasce lì da genitori stranieri può ottenere la cittadinanza purché abbia vissuto stabilmente sul territorio dello Stato per almeno 5 anni. In Germania chi nasce sul territoruio nazionale da genitori extracomunitari può diventare cittadino tedesco. A patto però che uno dei due genitori abbia il permesso di soggiorno da almeno tre anni e viva in Germania da otto.