Di Maio: “Non esporteremo più armi in Turchia, siamo con i curdi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:40

Di Maio blocca l’esportazioni di armi in Turchia. Le ultime decisioni prese da Erdogan e l’attacco contro i curdi hanno causato diverse rotture tra le antiche alleanze europee. 

Di Maio blocca l’esportazioni di armi in Turchia. Il numero uno del Movimento 5 Stelle, nonché primo ministro, ha annunciato con potenza la decisione presa dal Governo italiano. Quello che sta facendo Erdogan contro i curdi in Siria e non solo ha suscitato l’indignazione e la rabbia di tutto il mondo. E per questo anche il Belpaese ha deciso ufficialmente di prendere posizione e nel farlo ha comunicato che non appoggerà più la Turchia. Dalle prossime ore, infatti, il canale di rifornimenti militari che dall’Italia arrivava in Turchia verrà ufficialmente bloccato. Erdogan non potrà più contare sull’equipaggiamento militare italiano per perpetrare la propria guerra contro i curdi. Ad anuncuarlo è stato oggi Di Maio in una seduta della Camera. Di seguito le parole del ministro e la sua decisione sulla collaborazione commerciale e militare con Erdogan.

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Luigi Di Maio (Getty Images)

Di Maio: “Non esporteremo più armi in Turchia, siamo con i curdi

“Quanto sta accadendo è inaccettabile, ci sono effetti devastanti sul piano umanitario. La Turchia è il solo responsabile dell’escalation in Siria e deve per questo sospendere immediatamente le operazioni militari. Proprio per questo nelle prossime ore, come ministro degli Esteri, formalizzerò tutti gli atti necessari affinché l’Italia blocchi le esportazioni di armamenti verso Ankara. Vi comunico inoltre di aver dato immediate disposizioni per l’apertura di un’istruttoria dei contratti in essere. E in questo senso ribadisco la mia ferma intenzione di esercitare pienamente tutti i poteri che ci conferisce la legge. 

L’Italia avanza ringraziamento e gratitudine verso i curdi siriani per la lotta che hanno combattuto contro l’Isis, la cui minaccia è ancora concreta e gravissima. Una pacificazione duratura in Siria non sarà possibile senza un processo inclusivo e l’Italia intende usare ogni possibile strumento diplomatico per fermare l’azione della Turchia. Vorrei inoltre ricordare il brutale assassinio della giovane attivista curda, Hevrin Khalaf, cui rivolgo il pensiero di tutto il governo italiano”. 

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