Omicidio di Marco Vannini: sul Nove le telefonate inedite

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:31

L’omicidio di Marco Vannini torna protagonista in prima serata sul Nove. Domani sera, 17 ottobre, dalle 21.25, nuove testimonianze sul caso.

Omicidio di Marco Vannini: sul Nove una puntata speciale dedicata alla tragica scomparsa del ventenne di Ladispoli il 17 maggio 2015. Il ragazzo venne raggiunto da un colpo di pistola mentre si trovava a casa della fidanzata Martina Ciontoli. E in base alla sentenza emessa dai Giudici della Corte d’Assise d’appello ad esplodere il colpo è stato Antonio Ciontoli, il padre di Martina.

Uno speciale di 90 minuti che racconterà le ultime ore di vita di Marco e il lungo processo con testimonianze, intercettazioni e documenti inediti. Perché la vicenda, sulla quale la Cassazione nel prossimo febbraio dovrebbe pronunciare la parola definitiva, non è ancora chiara. Ad esempio gli amici di Vannini hanno sempre sostenuto lo strano rapporto con la fidanzata, contraria al suo arruolamento.

Marco Vannini fu ferito mortalmente da un colpo di arma da fuoco mentre si trovava  nella vasca da bagno, come sarebbe emerso dalle indagini. A sparare fu Antonio Ciontoli, condannato a 5 anni di reclusione. Ma in casa c’erano anche tutti gli altri membri della famiglia: la moglie di Antonio, Maria Pezzillo, i due figli Martina e Federico Ciontoli oltre alla fidanzata di quest’ultimo, Viola.

I primi tre sono stati condannati a tre anni per omicidio colposo, Viola è stata assolta. Nessuno di loro si mosse per tempo e al 118 parlarono di un malore. Solo a mezzanotte, dopo l’ultima chiamata al 118, arrivò l’ambulanza ma nessuno confessò il colpo di pistola. E la verità fu scoperta in ospedale quando era tardi.

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L’omicidio di Marco Vannini torna protagonista in prima serata sul Nove

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Marco Vannini morto, alcune telefonate pongono nuovi dubbi

Ora nella ricostruzione del Nove sull’omicidio di Marco Vannini entrano anche le telefonate dei giorni successivi alla tragedia. Sono infatti diverse centinaia le conversazioni telefoniche intercettate sulle utenze dei protagonisti. Da poco la difesa della famiglia Vannini, che si è costituita parte civile nel processo, ha ottenuto la copia del cd con gli audio dalla Procura di Civitavecchia. Alcune di queste sono state inserite nel documentario e rivelano particolari inediti. In realtà però le telefonate non sono state ritenute rilevanti dalla procura e quindi sono rimaste fuori dal processo.

Eppure rivelano particolari inediti. Ad esempio la ricostruzione del luogo della tragedia. Secondo quanto raccontato dai Ciontoli, Marco sarebbe stato nella vasca da bagno mentre chiedeva al padrone di casa di mostrargli le sue armi. Inizialmente Ciontoli sostenne che era partito accidentalmente un colpo perché stava scivolando. In una seconda versione invece affermò che aveva messo il colpo in canna e sparato, credendo però che il caricatore fosse vuoto.

La mamma di Marco però ha sempre sostenuto che mai suo figlio avrebbe fatto entrare il futuro suocero in bagno mentre si lavava. Sembrano non crederci nemmeno il padre e uno dei fratelli di Ciontoli mentre parlano al telefono. E lo sentiremo nel documentario, con alcuni passaggi importanti.

Ma poi c’è un’altra conversazione di Federico Ciontoli nella quale cita uno ‘spruzzino’ che stava in salone e che evocherebbe brutti ricordi. Forse doveva coprire l’odore della polvere da sparo? Infine una telefonata di cinque giorni dopo tra  Viola Giorgini e un’amica. Tra le altre cose le rivela che le pistole sono state per tutto il 17 maggio “appoggiate sul divano”. Ma anche in questo caso per il Tribunale non è un elemento decisivo.