Cile – Dieci morti dall’inizio delle proteste; Il Presidente: siamo in guerra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:52

Sono cinque le persone uccise nell’incendio di una fabbrica in Cile. Altre due hanno perso la vita dopo l’incendio di un magazzino, due in un supermercato

Cile
Cile, continuano gli scontri a Santiago (via Euronews)

Continuano a mietere vittime i manifestanti a nord di Santiago, in Cile. Sono ben 5 le persone morte nell’incendio in una fabbrica di vestiti. In totale sono dieci i decessi dall’inizio delle proteste, un dato tragico secondo il il comandante dei pompieri di Santiago, Diego Velasquez.

Per il presidente del Cile non c’è alcun dubbio. Infatti Sebastian Piñera ha affermato: “Siamo in guerra contro un nemico potente, un nemico implacabile, che non rispetta niente e nessuno e che è pronto a fare uso della violenza e della delinquenza senza alcun limite“.

Mentre invece ha fatto il bilancio dei decessi, il Ministro dell’Interno Cileno, che ha parlato di sette morti nelle proteste di piazza contro l’aumento delle tariffe. Il Ministro ha poi esteso lo stato di Emergenza in atto da due giorni nella capitale, ad altre città del Paese.

A Santiago arriva la seconda notte di coprifuoc, ed intanto los tato cileno, ci ha tenuto a chiarire che dall’inizio della guerriglia urbana, ci sono stati 152 arresti per violenze, 40 per saccheggi e 70 per gravi aggressioni.

Cile – Continuano le proteste, nessuno morto ecuadoriano

Sempre il primo ministro cileno, ci ha tenuto a precisare che tutti i decessi sono di nazionalità cilena, smentendo le voci che volevano alcuni morti provenienti dall’Ecuador, durante alcuni incidenti fuori da un centro commerciale.

Intanto proseguono gli scontri e i saccheggi in tutto il Paese, sempre il primo ministro ha dichiarato: “Siamo di fronte a una vera escalation che è indubbiamente organizzata per causare gravi danni al nostro Paese e alla vita dei cittadini” – ha poi aggiunto Chadwick – “Noi che oggi in Cile siamo contro la violenza, dobbiamo agire insieme ed esigere che coloro che purtroppo non la condannano o la avallano o sono deboli per affrontarla si facciano sentire“.

A dare inizio alle proteste, ci aveva pensato un aumento dei costi dei biglietti del pullman. Il presidente Pinera ha poi ritirato il provvedimento. Ma la protesta non si è affatto placata. Anzi nei giorni successivi è degenerata, provocando diversi morti. Così la gente è obbligata a restare in casa e non potrà uscire dalle 9 di sera alle 7 del mattino. Chi è costretto ad uscire in quella fascia oraria, avrà bisogno di un permesso speciale.

Al momento le strade della capitale, sono blindate da carri armati e dai blindati dei militari che controllano il rispetto della misura. Questo è un provvedimento speciale, tipico dei paesi del Sud America.

L.P.

Per rimanere sempre aggiornato sulle notizie di Politica Estera, CLICCA QUI !