Caso Pantani, i medici ascoltati dalla Commissione Antimafia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:45

Caso Pantani, la Commissione Antimafia continua le indagini. Oggi la corte ha convocato i tre medici che in quel ormai famoso e tragico frangente fecero le analisi sul corpo del ciclista.

Caso Pantani, la Commissione Antimafia ha convocato i tre medici. Durante la seduta di oggi ci saranno anche i tre dottori che prelevarono il sangue dal corpo dello sportivo, con esiti positivi per il doping. Secondo la versione ufficiale dei fatti, infatti, Pantani aveva un livello ematocrito di ben tre volte superiore alla norma. Secondo la versione degli inquirenti, sarebbe proprio stata un’overdose di sostanze dopanti a portare alla morte del noto ciclista. Proprio loro sono stati ascoltati nuovamente dopo diversi anni da quel famoso 1999. C’è però qualcuno che non crede in questo epilogo per il “Pirata” Pantani. Secondo molte persone, infatti, il tutto non torna e dietro ci sarebbe qualcosa di davvero molto più grande. Potrebbe infatti esserci dietro la malavita ed un grande giro di scommesse illegali.

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Caso Pantani, i medici ascoltati dalla Commissione Antimafia

La famiglia di Pantani non ha mai creduto alla tesi ufficiale, ossia quella del suicidio dovuto a overdose, e pensa che il decesso del campione sia ancora avvolto da ombre e punti oscuro. In particolare la madre del Pirata crede che dietro ci sia stato qualcosa relativo alle scommesse clandestine della malavita. Pantani era infatti favorito per la vittoria del Tour e tirarlo fuori dalla competizione avrebbe garantito loro tantissimi denaro, scommettendo sugli altri in maniera preventiva. Ecco le parole dello spacciatore che avrebbe procurato la sostanza illegale a Pantani, che ieri ha parlato a Le Iene, Fabio Miradossa.

“Marco non è morto per la cocaina: Marco è stato ucciso. Non sniffava la roba ma la fumava e in quella stanza del residence c’è solo traccia di cocainomani che sniffavano. Chi ha creato quella situazione non era informato bene. Pantani fumava crack, non gli piaceva tirare. Chi ha creato quella situazione non era informato bene…Tracce di fumatori di crack non ne ho viste, come bottiglie di plastica, carta argentata, bicarbonato per preparare il crack”.