Chiellini e l’addio al calcio: “Ho deciso la data”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:20

Giorgio Chiellini e l’addio al calcio: arriva l’annuncio del difensore. Il 35enne ha già preso una decisione in merito al sui ritiro. 

Giorgio Chiellini inizia a guardare al futuro post campo. Reduce dalla rottura al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, il difensore della Juventus ne ha parlato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport oggi in edicola.

Giorgio Chiellini infortunio Juventus
Giorgio Chiellini (Getty Images)

Chiellini e l’annuncio sull’addio al calcio

“Un paio d’anni. Non di più”. E’ questa la risposta secca che il 36enne dà quando gli si chiede per quanto tempo ancora giocherà. Idee chiare poi per il prosieguo: “A me piacerebbe fare una carriera dirigenziale. Con grande calma perché penso che l’errore più grande di noi calciatori, finita la carriera, è pensare di essere subito pronti. Quando smetti, per i più fortunati tra i 35 e i 40 anni, pensi di sapere tutto del calcio. Però poi entri nel mondo del lavoro in cui quelli che hanno la tua età hanno fatto almeno 15 anni a buon livello. E anche se vai un gradino più sotto, trovi gente che ha 10 anni meno di te ma 10 in più di esperienza. Quindi hai un gap da compensare, ne devi essere umilmente consapevole. Hai un know how importante da un punto di vista calcistico, però devi mettere gli altri tasselli. È come un puzzle, la cornice non conta meno del soggetto. Non bisogna avere fretta. Un gradino al giorno, come la riabilitazione…”. 

Futuro, l’infortunio ed Euro 2020

Nessuna futura carriera da allenatore. Assolutamente no: “No. Mettere una squadra in campo e allenarla mezz’ora è bello, per tutti. Il distacco dal campo non è semplice, ma la vita di un allenatore non mi fa impazzire. Ormai non basta più un buon schema tattico, i tecnici devono essere sempre più psicologi e leader motivazionali. Sono gestori come può esserlo un amministratore di un’azienda che deve gestire almeno 50 o 60 persone. È una vita totalizzante: devi avere la vocazione, sicuramente. E poi accettare pressione e sacrifici di ogni genere. Non è un tipo di responsabilità che adesso mi sento dentro”. 

Per quanto riguarda invece il ritorno in campo: “Anno nuovo, sicuro. Febbraio, marzo… dipende. Quando si parla di un infortunio così serio si fanno delle stime perché si va su una media di recupero fisiologica. Ci sono tanti step da fare. È una battaglia che si vince ogni giorno. Ma già ora sto lavorando tanto e bene. Combatto il dolore con il sorriso”.

Il grande obiettivo è Euro 2020: “Sì, se non succede niente, anzi arrivo bello fresco. Mancini mi ha chiamato la sera in cui mi sono fatto male e gli ho detto: “Mister torno in primavera, faccio un po’ di rodaggio perché così arriva giugno che sono fresco come una rosa, tanto sarà la mia ultima manifestazione…”. Arrivare da capitano della Juve, della Nazionale, con 500 partite in bianconero e 100 in Nazionale, ti dà una serenità diversa. Mi piacerebbe godermi questo Europeo come mi sto godendo questi ultimi, stupendi, anni da calciatore”. 

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