Omicidio Luca Sacchi: dopo l’autopsia si esclude la pista della droga

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:38

Non si fermano le indagini sull’omicidio di Luca Sacchi. L’autopsia ha infatti dato il suo verdetto, non era presente droga nel corpo del ragazzo

Luca Sacchi
Una foto di Luca Sacchi con la propria fidanzata (via Social)

Il legale della famiglia Sacchi, l’avvocato Armida Decina, ha parlato, dando una novità sull’omicidio di Luca. Infatti Decina stamattina ha affermato: “Oggi l’autopsia ha escluso la presenza di droga nel corpo di Luca“.

In seguito all’omicidio sono stati arrestati Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, autori della fatale aggressione. Ma dopo l’autopsia che attesta, tramite l’espianto degli organi, la mancanza di droga nel corpo del ragazzo, cresce il mistero sul movente dell’omicidio.

Sempre il legale ha continuato: “anche i nuovi test ripetuti per scrupolo hanno dato lo stesso esito”. In seguito all’autopsia è stato confermato anche che ad uccider il personal trainer, sia stato un fatale colpo di pistola alla testa.

Intanto uno dei due fermati, Del Grosso sta collaborando con gli investigatori. Il ragazzo ha consentito alle forze dell’ordine, il recupero di alcuni oggetti che aveva sparso per la città dopo l’omicidio.

Omicidio Luca Sacchi, il ritrovamento di alcuni oggetti

Del Grosso, davanti alle forze dell’ordine si è dimostrato pentito ed ha deciso di collaborare.

Infatti a secondo delle sue dichiarazioni, il Gip scrive: “In via Ottaviano Conte di Palombara, all’altezza del parcheggio, tra i cespugli c’era un portatessere e un portafogli da donna contenenti la patente di guida intestata ad Anastasia Kylemnyk; in via Conti di Rieti all’altezza del civico 55, nascosto in un tombino, c’era un guanto in lattice blu, chiuso con dei nodi contenente un bossolo esploso; in via di Tor Bella Monaca, tra le sterpaglie dello spartitraffico della rampa di accesso al Gra, c‘era uno zaino da donna; infine in via Belmonte in Sabina, presso lo svincolo del Grande raccordo anulare ‘Centrale del Latte’ all’interno di un campo sul lato destro del guardrail e’ stata rinvenuta una mazza da baseball di colore nero in metallo”.

Anche il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese è intervenuta sull’omicidio, affermando: “Sappia qualsiasi cittadino e cittadina che si schiera dalla parte dello Stato, fino anche a denunciare il proprio figlio, che non mancherà il mio impegno per assicurare loro il massimo appoggio e la vicinanza del ministero dell’Interno“.

Poi, per concludere, sempre la Lemorgese ha ripreso un episodio che avvenne in Puglia due anni fa: “Due anni fa, in Puglia, un’altra madre segnalò alle forze di polizia il figlio latitante per contribuire a mettere fine alla sua fuga. A questi genitori, le istituzioni e la società civile devono assicurare protezione, solidarietà e, se necessario, anche assistenza psicologica“.

Arriva quindi un’apertura che sembrerebbe concreta da parte del Governo. Solo lo Stato con la propria vicinanza, può permettere ai ragazzi di uscire dai quartieri malfamati. Il tutto assicurando loro una via concreta, opposta alla criminalità.

L.P.

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