Valentina Santandrea, chi è la blogger di Volevo fare la rockstar

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:21

La biografia di Valentina Santandrea, blogger che ha ispirato la serie tvVolevo fare la rockstar

Valentina Santandrea è una blogger fiorentina che si racconta molto simpaticamente. Ha dichiarato di aver superato i 30 anni senza, però, mostrare l’età precisa. Nel 2006 è diventata mamma di due gemelle e subito dopo un anno, è arrivata anche la terza figlia. Non si è mai sposata con l’uomo padre delle sue figlie e tutt’ora, ha fatto capire lei, che i due non stanno insieme. Ha anche un fratello. Sul web si fa conoscere anche come Pollywantsacracker o, più semplicemente, Polly. Fonte di ispirazione per la serie tv della Rai “Volevo fare la rock stare”, il primo di ottobre è uscito l’omonimo libro pubblicato da Rai libri.

Valentina Santandrea
Valentina Santandrea

Valentina Santandrea, i dettagli su Volevo fare la rockstar

La fiction Volevo fare la rockstar è tratta dall’omonimo blog della ragazza, non parla della sua vita ma tutto è ispirato a lei ed a ciò che scrive. Una vita da mamma single con difficoltà e dubbi, ma con tanta gioia d’animo che permettono di risolvere man mano tutti i problemi quotidiani.

Ecco quanto scritto da Valentina stessa sul suo blog all’uscita del libro: “Non sono una grande autopromotrice, raga, veramente essere al centro dell’attenzione mi stressa, mio fratello dice: “È che ora ti trovi a faccia a faccia con te stessa, e ti stai antipatica, di’ la verità”. Però una cosa sì, quella concedetemi di dirla. Io sono una persona passiva e anche un po’ auto sabotatrice, la regina del piano B. C’è solo una cosa che è sempre stata il mio piano A: essere su uno scaffale in libreria. Sabato scorso ho fatto un giro alla Feltrinelli, assaporando per l’ultima volta il mio sogno, che oggi è diventato realtà. Non ho comunque avuto la soddisfazione di vederlo in scaffale perché a Rimini è terminato il primo giorno (e mi dicono pure a Faenza e a Imola). Il mio parere è che si tratta di un romanzo facile ma non stupido. L’ho soprannominato “L’unico libro dove il narratore dice più parolacce dei personaggi”. Spero comunque vi piaccia”.

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