Caos in Bolivia, Morales: “Colpo di Stato”. La polizia si ammutina, morti e feriti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:50

Crisi Bolivia, tensione massima nel paese Sudamericano: la polizia si è ammutinata e continuano le proteste contro il presidente Evo Morales. 

Non più solo in Cile, tensione alle stelle anche in Bolivia adesso. Gruppi organizzati hanno fatto irruzione negli studi di Bolivia Tv e Red patria Nueva, costringendo i giornalisti presenti ad abbandonare il posto di lavoro. La tensione è cresciuta dopo le elezioni dello scorso 20 ottobre, quando Evo Morales è salito al potere per una vittoria comunque contestata dall’opposizione.

Crisi massima in Bolivia

Da allora l’urgenza è massima, con anche una parte della polizia si è schierata contro Morales. C’è stato infatti un ammutinamento da settori della polizia boliviana, con questa che è rintanata da due giorni a Cochabamba e in altre città in piena protesta. “Tutto ciò si configura come un tentativo di colpo di stato”, ha denunciato il neo leader che ha chiesto aiuto all’Onu e al Papa. Javier Zavaleta, ministro della difesa, ha escluso al momento un intervento dell’esercito per questa crisi.

Si contano nel frattempo tre morti e 500 feriti in quest’ondata di protesta. Morales ha inoltre denunciato delle fiamme nelle case di due governatori e di sua sorella, definendo tutto ciò “un piano di golpe fascista”. Ma non ha assolutamente intenzione di mollare il suo quarto mandato per un monopolio che va avanti ormai da 14 anni.

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