Chi è Silvia Scola, figlia del pluripremiato regista Ettore e sceneggiatrice

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Chi è Silvia Scola, una delle due figlie di Ettore Scola scomparso ad inizio 2016. Ora lo ricorda con un libro che è una galleria affetuosa di aneddoti.

Chi è Silvia Scola, figlia del grande Ettore che è scomparso il 19 gennaio 2016. Suo padre è stato uno dei più grandi registi italiani negli ultimi 50 anni, Ma anche lei ha fatto un percorso importante nel mondo del cinema. Classe ’62, ha cominciato frequentando il Corso di Sceneggiatura del Centrostudi Comunicazione.

Il suo esordio vero è datato 1985 con il cortometraggio Il vestito più bello, diretto da Francesca Archibugi. Nel 1989 poi è nel cast di Che ora è?, diretto dal padre Ettore Scola, vincitore al Festival di Venezia del Premio OCIC. In seguito Silvia Scola ha seguito l’adattamento cinematografico de ll viaggio di capitan Fracassa. Poi nel 1993 è sua la sceneggiatura di un altro film diretto dal padre, Mario Maria e Mario.

Nel 1995 Silvia ha vinto la Grolla d’Oro come migliore sceneggiatura per Romanzo di un giovane povero. Lo stesso premio che riceverà anche per La cena, tre anni dopo. E nel 1999 la Scola ha vinto anche il Pegaso d’Oro Premio Flajano per la migliore sceneggiatura con il film Concorrenza sleale. Negli anni 2000 cura le sceneggiature di Gente di Roma, diretto da Ettore Scola, e del cortto 1945 – 2005 Per non dimenticare mai.

Chi è Silvia Scola figlia regista
Chi è Silvia Scola, figlia del pluripremiato regista Ettore (foto da Instagram)

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Silvia Scola, il commosso ricordo di papà Ettore finisce in un libro

Silvia Scola ha appena pubblicato ‘Chiamiamo il babbo – Ettore Scola. Una storia di famiglia‘, scritto insieme alla sorella Paola. Un commosso ricordo del padre passato alla storia del cinema per alcune pellicole indimenticabili. Come Brutti, sporchi e cattivi, Palma d’oro a Cannes. Ma anche C’eravamo tanto amati oppure Una giornata particolare.

Un libro che presenta il ritratto di Ettore Scola lontano dal set e dalla cinepresa che era la sua vita. Intervistate dalla rivoista ‘Marie Claire’, Silvia e Paola Scola hanno parlato così del padre: “Era contrario alle celebrazioni, alla retorica e all’esibizione. Non gli piaceva parlare di sé, essere al centro dell’attenzione. Amava il suo lavoro e quello doveva bastare: le sue idee, i suoi pensieri erano lì, nei suoi film. Per lui la questione era chiusa”.

Dall’esterno dava l’impressione di essere una persona schiva, molto riservata. Loro che l’hanno conosciuto così bene inbvece lo descrivono come una prerosna molto gioviale, amante dell’autoironia. E anche per questo preferiva parlare con i suoi film.