Moie, recita di Natale all’asilo annullata. I genitori protestano, si farà

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:23

Moie, recita di Natale all’asilo annullata: le insegnanti di una scuola d’infanzia in provincia di Ancona non volevano turbare gli alunni non cristiani. Poi il dietrofront.

Moie, recita di Natale all’asilo annullata ma scatta la polemica e alla fine la scuola ci ripensa. Tutto, nel paesino marchigiano in provincia di Ancona, è cominciato con la decisione delle insegnanti alla scuola ‘Gianni Rodari’. L’istituto, che fa parte del Comprensivo di Maiolati Spontini, come tradizione per i bambini della scuola d’infanzia prima di Natale prevede la classica recita. Quest’anno però le insegnanti hanno deciso, in rispetto degli alunni stranieri (il 10% del totale), di annullare tutto.

Fin da subito i genitori di tutti gli altri alunni hanno contestato la decisione. Nessuno di loro era stato coinvolto e ormai manca soltanto un mese alla recita. Contrari loro, ma anche il sindaco del paese marchigiano. Per accontentare alcune persone, ha detto, il rischio è di cscontentarne moltissime altre. E poi la recita di Natale “è soprattutto un gioco e un’occasione per stare insieme e divertirsi. Annullarla significa ampliare il divario religioso, culturale e dei costumi di ciascun alunno, anziché favorire l’integrazione”.

Contrario anche il garante per i diritti della Regione Marche e così alla fine la scuola ci ha ripensato. A comunicare la decisione finale è stata la dirigente dell’istituto comprensivo ‘Carlo Urbani’ dal quale dipende la scuola in questione. Sarà una festa inclusiva e i genitori dei bambini non di religione cristiana potranno offrire il loro contributo con racconti e tradizioni del loro Paese. Un modo per dimostrare la vera integrazione.

 

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Moie, recita di Natale all’asilo annullata, poi il dietrofront della dirigente scolastica

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Recita di Natale annullata all’asilo nelle Marche? Le reazioni dei partiti

La decisione delle insegnanti marchigiane di annullare la recita di Natale in una scuola d’infanzia aveva suscitato polemiche anche a livello nazionale. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, su Facebook aveva espresso chiaramente il suo pensiero: “Prima era discriminatorio il crocifisso, poi il presepe, ora le recite di Natale. Ma sono i bimbi a sentirsi offesi, o è il fanatismo ideologico di qualche dirigente a spingere per censurare ogni simbolo e tradizione della nostra cultura?”.

Contraria all’annullamento anche la Lega nelle Marche che ha scritto una lettera all’Ufficio scolastico regionale. “Inaccettabile vietare la recita di Natale ai bambini, solo far prevalere visioni personali”. I dirigenti regionali del partiti di Matteo Salvini parlano di “revisionismo culturale” che strumentalizza per fini politici  uno dei momenti più amati dai bambini e dai loro genitori. La decisione unilaterale risulterebbe “profondamente discriminatoria nei confronti del restante 90% dei bambini. Irrispettosa di quella che è una tradizione italiana e offensiva per le famiglie che non potranno vivere un momento di felicità con i loro bambini”.