Achille Occhetto, chi è l’ex segretario del PCI che guidò la ‘svolta della Bolognina’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:47

Achille Occhetto, chi è l’ex segretario del PCI grazie al quale l’ex partito comunista trent’anni fa cambiò forma e nome.

Achille Occhetto, chi è l’ex segretario del PCI che ha provocato una svolta epocale all’interno del Partito Comunista. Lui, ancora oggi, la considera uina conseguenza inevitabile anche se sono passati trent’anni da quella storica giornata.

Nato a Torino nel ’36, Achille Occhietto ha conseguitoi il diploma al Liceo Classico. Già a 18 anni si è iscritto alla FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana)ed è stato eletto zsegretario provinciale a Milano ad inizio degli ani Sessanta. Poi il trasferimento a Roma e qui diventa Segretario Generale della FGCI fino al 1966 e a lungo amministrò il PCI in Sicilia come segretario regionale.

Proprio in Sicilia nel 1976, fu eletto per la prima volta deputato alla Camera. E nel 1984, alla morte improvvisa di Enrico Berlinguer vien indicato come possibile segretario nazionale. Invece viene eletto Alessandro Natta che rimane in carica fino al 1988. Un attacco di cuore mo lette fuori gioco e così Occhetto ha la sua occasione, fino alla storica ‘svolta della Bolognina‘ che ha portato alla fine del PCI.

Achille Occhetto PCI Bolognina
Achille Occhetto, chi è l’ex segretario del PCI che ha promosso la ‘svolta della Bolognina’ (foto Umberto Gaggioli, pubblico dominio)

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Occhetto e la ‘svolta della Bolognina’, un passaggio necessario

Qualche giorno dopo la caduta del Muro di Berlino, ecco anche la caduta del PCI in Italia, fino ad allora impensabile. Il 12 novembre del 1989 Occhetto fece un intervento breve  in una sala comunale a Bologna per celebrare il 45esimo anniversario di una battaglia della Resistenza. Nessuna era stato avvertito, ma fu il primo passo per arrivare dal PCI al Partito Democratico della Sinistra.

Occhetto in quella occasione per la prima volta disse pubblicamente che “era necessario non continuare su vecchie strade ma inventarne di nuove per unificare le forze di progresso”. Uno dei pochi cronisti presenti gli chiese se parole lasciassero presagire una svolta nel nome del partirto. Lui rispose così: “Lasciano presagire tutto”. Tirò dritto nonostante i dissensi all’interno del partito che poi nel ’91 (ultimo cogresso a Rimini) portò alla nascita del PDS. Simbolo una quercia, con la falce e il martello in piccolo. Occhetto diventò il primo segretario del PDS e Stefano Rodotà venne eletto presidente.

Ma tre anni dopo, la vittoria del centro destra guidato da Silvio Berlusconi alle Politiche e poi alle Europee segnò la fine di Occhetto. Lui si dimise lasciando il posto a Massimo D’Alema ma rimase deputato fino al 2001: E tre anni dopo siglò un’alleanza con Antonio Di Pietro che però ebbe poca fortuna. Oggi vive da pensionato della poltica. E là dove c’era la sede del circolo della ‘Bolognina’ adesso c’è un negozio da parrucchiere, cinese.