Chi è Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore italiano

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La biografia di Pietrangelo Buttafuoco, giornalista e scrittore italiano

Pietrangelo Buttafuoco, nato a Catania il 2 settembre 1963, è un giornalista e scrittore italiano. E’ il nipote dell’ex parlamentare dell’MSI Antonino Buttafuoco. Si diploma presso il Liceo Classico “Nunzio Vaccalluzzo”, successivamente si laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Catania. Dirigente giovanile del Movimento Sociale Italiano, dal 1991 è componente del Comitato centrale di questo partito e poi, dal congresso di Fiuggi, è componente dell’Assemblea nazionale di Alleanza Nazionale, fino al 2003.

Attualmente scrive per Il Foglio, con cui ha collaborato fin dalla fondazione, La Repubblica e Il Sole 24 Ore. Dal 1995 al 1996 ha diretto L’Italia settimanale per poi lavorare a Il Giornale. Alla fine degli anni novanta ha esordito come conduttore televisivo con la trasmissione Sali e Tabacchi su Canale 5. Dal 2007 al 2010 è stato direttore del Teatro Stabile di Catania. Nel 2008 il Comune di Catania gli ha conferito il Premio Candelora d’Oro.

Diversi sono i suoi libri, di seguito i più famosi.

Fogli consanguinei (Edizioni di Ar, 2003), Le uova del drago (Mondadori, 2005), L’ultima del diavolo (Mondadori, 2008), Fìmmini (Mondadori, 2009), Il lupo e la luna (Bompiani, 2011), Fuochi (Vallecchi, 2012), Il dolore pazzo dell’amore (Bompiani, 2013), Buttanissima Sicilia. Dall’autonomia a Crocetta, tutta una rovina (Bompiani, 2014), I cinque funerali della signora Göring (Mondadori, 2014), Il feroce saracino (Bompiani, 2015) e La notte tu mi fai impazzire (Skira, 2016).

Pietrangelo Buttafuoco
Pietrangelo Buttafuoco

Pietrangelo Buttafuoco e l’Islam

Sono diversi anni che Pietrangelo Buttafuoco si è convertito all’Islam, prendendo anche il nome di Giafar al-Siqilli (Giafar il Siciliano), come un famoso generale arabo nato in Sicilia. Una scelta da lui stesso motivata secondo un percorso in linea con la tradizione islamica siciliana.

“L’identità di Sicilia, come già Leonardo Sciascia aveva sottolineato attraverso la maschera di Giufà è sfacciatamente islamica. Ogni mercato è una casbah, ogni circolo è una trasfigurazione del codice sociale arcaico e se vale il principio di lunga durata, è il saraceno che perdura ancora. Grazie a Dio ho conosciuto l’islam prima di conoscere i musulmani”, queste le sue dichiarazioni in merito.

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