Cassazione, 30 anni a Veronica Panarello: l’assassina del piccolo Loris Stival è lei

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:56

Cassazione, 30 anni a Veronica Panarello: comnfermata la condanna inflitta anche in appello alla mamma del piccolo Loris Stival, ucciso nel 2014.

Cassazione, 30 anni a Veronica Panarello: a cinque anni dal delitto del piccolo Loris Stival è stato scritto l’ultimo capitolo della vicenda processuale. Gli ‘ermellini’ hanno confermato la condanna inflitta in appello alla mamma, Veronica Panarello. La donna attualmente è detenuta nel carcere ‘Lorusso-Cutugno’ di Torino e lì rimarrà sempre che non venga trasferita.

Così è stato scritto l’ultimo capitolo per la tragica fine di Loris Stival, trovato morto a soli 8 anni nelle campagne di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. La madre, Veronica, era finita sotto processo con l’accusa di averlo ucciso e averne anche occultato il cadavere. E oggi, dopo alcune ore di camera di consiglio è arrivato il verdetto. La prima sezione penale della Suprema corte, presieduta da Adriano Iasillo, ha accolto la richiesta del procuratore generale. Quindi ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputata.

Era stato il sostituto procuratore generale Roberta Maria Barberini a chiedere la conferma della condanna. Secondo lei il ricorso presentato dalla difesa della donna contro la sentenza emessa dalla corte d’Assise d’appello di Catania nell’estate dello scorso anno doveva essere rigettato. Secondo il sostituto pg Veronica Panarello era capace di intendere e volere al momento dell’omicidio del figlioletto.

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Veronica Panarello condannata in via definitiva, la ricostruzione dell’omicidio

Tutto era cominciato il 29 novembre 2014: quel giorno Veronica Panarello denunciò la scomparsa del figlio Loris, otto anni. Secondo il suo racconto lo aveva accompagnato a scuola la mattina ma all’uscita non c’era. In realtà però ricordava di averlo visto entrare e la vicenda ha assuto riscolti drammatici quando il corpo del bimbo è stato ritrovato in un canale di campagna.

Fin da subito la versione della mamma aveva mostrato crepe, evidenziate anche dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza del paese. Dopo un interrogatorio durato oltre sei ore  laPanarello venne arrestata e rimase in carcere. L’autopsia sul corpo del bambino dimostrò che era stato strangolato con delle fascette di plastica, ma la verità ha fatto faticva ad emergere.

In un primo tempo Veronica ha confessato che il figlio era rimasto ucciso per un tragico gioco con quelle fascette. Lei per paura delle conseguenze, lo aveva nascosto e poi gettato in quel canale. Poi però mesi dopo aveva accusato il suocero, Andrea Stival. Loro due erano amanti, il bambino li aveva sorpresi e così in un impeto d’ira l’uomo lo aveva eliminato strangolandolo. Dopo un supplemento d’indagine, il suocero però è stato scagionato.

La prima sentenza è del 17 ottobre 2016: il gup di Ragusa ha condannato la Panarello a trent’anni di carcere per omicidio e occultamento di cadavere. Una sentenza confermata il 5 luglio 2018 in Appello. Secondo gli ultimo giudici la Panarello “ha agito scientemente e lucidamente, senza esitazioni di sorta. Ma ha altresì dimostrato l’assenza di qualsivoglia forma di ravvedimento”. Non ha cerrcato in nessun modo di salvare il figlio, chiamando i soccorsi quando stava morendo. Anzi, ha solo cercato di depistare le indagini per salvarsi.