Palermo giudice si suicida, indagato per il rapporto con Zamparini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:31

Palermo giudice ssuicida. Giornata davvero molto triste per i tanti amici, familiari e colleghi dell’ormai compianto Cesare Vincenti. L’uomo, infatti, si è suicidato da pochissimo. 

Palermo Zamparini
Palermo Zamparini (via Getty)

Palermo il giudice suicida. E’ morto nel pomeriggio l’ex giudice siciliano Cesare Vincenti. L’uomo, come riportano le ultime notizie, ha posto fine alla sua esistenza lanciandosi dal balcone. Tanta tristezza ed infinito dolore quello che in queste ore la famiglia sta provando. L’uomo, infatti, ha lasciato tutti in modo improvviso quanto violento, gettandosi fuori dalla propria abitazione, verso il suolo. Ora tutti gli amici e le persone importanti della sua vita saranno affrante e distrutte e si staranno chiedendo cosa lo abbia spinto ad un gesto del genere. L’uomo si era da poco ritirato, meno di un mese fa aveva annunciato il suo pensionamento, ma pare che le cose per lui siano peggiorate proprio verso la fine. Da un po’ di tempo, infatti, era finito al centro di un indagine.

Palermo giudice si suicida, indagato per il rapporto con Zamparini

Le indagini che da qualche mese avevano trascinato Vincenti al centro di un processo potrebbero averlo eroso fino all’inverosimile. L’uomo, infatti, ed anche il figlio, erano da un po’ di tempo degli indiziati per diverse irregolarità che erano stati rivelate. Il gip di Palermo, infatti, era nella lista dei possibili colpevoli per fuga di notizie. Vincenti era uno dei nomi tra i possibili colpevoli per spiegare come avesse fatto l’ex presidente del Palermo, Zamparini,  ad apprendere preventivamente della pendenza di una richiesta di custodia cautelare nei suoi confronti. Vincenti ed il figlio erano tra i possibili colpevoli per questa improtante fuga di notizie che di fatto ha compromesso e non poco il regolare corso della giustizia verso l’ex proprietario del Palermo Calcio. I due pare avessero un rapporto amicale, chissà che la cosa no possa averli spinti anche a collaborare contro il normale corso della giustizia.

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