Poste Italiane, indagine in corso sulle raccomandate non consegnate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:04

Maxioperazione Antitrust a Poste Italiane: in corso indagini sulle raccomandate non consegnate

Visita dei funzionari dell’Autorità per la concorrenza e del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza alle Poste Italiane per le raccomandate. Nei giorni scorsi era partita una istruttoria “per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare delle raccomandate”, in possibile violazione del Codice del Consumo.

In una nota di ‘denuncia’ si legge: “[…] il cliente/mittente che decida di rivolgersi a Poste per inviare una Raccomandata potrebbe essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione non vengono, poi, rispettate”.

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Correntisti di Poste Italiane truffati: ecco come agivano i criminali

Maxioperazione della Polizia Postale, che ha portato alla luce una truffa ai danni di clienti di Poste Italiane scoperta dalla polizia postale. Sette arresti, 500mila euro sottratti ai risparmiatori e 300mila euro di prelievi illeciti bloccati, quindici vittime finora accertate: sono questi i numeri emersi nell’inchiesta che si snoda tra Emilia Romagna e Lazio. Le accuse contestate agli indagati sono quelle – a vario titolo – di riciclaggio, frode informatica e falso documentale.

Il sodalizio criminale, attivo dal 2014, con un sofisticato meccanismo e grazie alla complicità di alcuni funzionari corrotti, sottraeva denaro dai libretti di risparmio e dai conti corrente dei clienti. Quei soldi venivano poi riciclati. Tra gli arrestati, ognuno aveva un ruolo ben definito: ad esempio, un 42enne romano, pregiudicato, reclutava i funzionari infedeli, altri due pregiudicati anch’essi romani, di 50 e 63 anni, eseguivano materialmente la frode.

Poi ancora dalle indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Bologna e iniziate nel settembre 2014 a partire dall’arresto di un incensurato 50enne bolognese, accusato di riciclare denaro sottratto a persone titolari di libretti e conti correnti, sono emersi i movimenti finanziari del primo degli indagati, da cui gli investigatori sono così partiti per fare luce su un complesso sistema di frodi ai danni di correntisti.