Brescia: agente vittima degli hater si suicida all’alba

Dramma in provincia di Brescia: un agente di polizia locale vittima degli hater sui social si suicida all’alba, le ragioni del gesto.

(screenshot video)

Un dramma si è consumato stamattina, intorno alle 5.45, in Municipio a Palazzolo sull’Oglio, nel bresciano. Ha aperto il fuoco con la pistola d’ordinanza, uccidendosi, un agente di Polizia locale. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Chiari, i colleghi della Municipale e un’automedica. Nessun dubbio da parte degli inquirenti sul fatto che si sia tolto la vita.

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L’ultima notte dell’agente suicida a Brescia

L’agente di polizia locale, da quanto si apprende, aveva terminato il servizio in un Comune della provincia di Bergamo. Sarebbe dovuto rientrare a casa dalla compagna, a Cologne. La donna, non vedendolo rientrare a casa, ha lanciato l’allarme, manifestando la propria preoccupazione. Così ha chiamato il corpo di Polizia Locale, quindi il 112. Sul posto si sono recati il comandante dei Vigili e i carabinieri della Compagnia di Chiari.

Questi hanno fatto la terribile scoperta: l’agente si era suicidato con la pistola d’ordinanza. La dinamica è sembrata sin da subito chiara, così come chiare sembrano essere le ragioni del gesto. L’agente di polizia locale, che aveva 43 anni, era infatti stato al centro, nelle scorse settimane, di una vicenda che lo aveva sconvolto.

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Il movente del suicidio dell’agente di polizia locale nel Bresciano

Qualche giorno fa, infatti, l’agente di polizia locale era finito nel mirino degli hater sui social network. L’uomo era stato ‘pizzicato’ con l’auto di servizio posteggiata su un parcheggio per disabili. A denunciare il fatto era stato il presidente dell’Anmic Giovanni Manzoni. Così, l’agente di polizia locale non solo si era scusato pubblicamente, ma si era anche automultato, con tanto di ringraziamento dell’Anmic per le sue scuse: “Questo episodio ha dato la possibilità di rinsaldare la collaborazione tra Anmic e Forze dell’ordine”.

Queste erano state le parole di scusa del vigile urbano coinvolto nella vicenda: “Buongiorno presidente, non ho parole per esprimere il mio rammarico per aver parcheggiato il veicolo nello spazio riservato ai disabili. A seguito di quanto successo voglia accettare un contributo di 100 euro per l’associazione da lei presieduta. Si prega di considerare le scuse e di continuare a credere nelle istituzioni e nel nostro lavoro”. Ma se l’Anmic aveva accettato le scuse, sui social la foto-denuncia era diventata virale e centinaia erano stati i commenti anche gravemente ingiuriosi e infamanti comparsi. Probabilmente tutto questo ha sconvolto l’uomo, che nella notte ha compiuto il gesto estremo.