Morto Albert One, star della italo disco: ucciso dal Coronavirus

Albert One, star della italo disco, è morto nelle scorse ore, ucciso dal Coronavirus: addio al cantante, dj e produttore, dai successi alla causa con Zucchero.

(screenshot video)

Ucciso a 64 anni dalle complicazioni di una polmonite aggravata dalla positività al Coronavirus, è morto Alberto Carpani, in arte Albert One. Icona della italo disco, iniziò la sua carriera alla fine degli anni Settanta e nel 1982 giunse alla notorietà con Yes-no family scritto da Enrico Ruggeri e interpretato con il nome d’arte di Jock-Hattle. L’anno dopo esce il singolo della consacrazione artistica, ovvero Turbo Diesel, prodotto per la Baby Records. Grande fu il successo a livello mondiale e negli anni il cantante divenne anche produttore di molti brani. In particolare, produsse grandi successi di Lorella Cuccarini, Heather Parisi e Raffaella Carrà.

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Addio ad Albert One, ucciso dal Coronavirus: fu star dell’italo disco, dal successo alla causa con Zucchero

Dopo Turbo Diesel, uscirono altri singoli di successo come Heart on fire, Lady O e Secrets. Utilizzò negli anni anche i nomi d’arte di F.T. One, X. One, A.C. One. Nel 1988 il suo unico 33 giri, l’LP Everybody. Poi a lungo – contestualmente al declino del fenomeno della italo disco – scomparve dalla scena. Tornò quindi a fine anni Novanta con la hit Sing a Song Now Now. Nello stesso periodo fondò il gruppo Clock on Five. Ha realizzato remix per diversi artisti e decise di rimettersi in pista anche col suo vecchio nome d’arte. Nacque così la AlbertOne Live Band, con cui ripropone i suoi vecchi brani e cover di successo. Tra queste, la più fortunata è sicuramente il classico di Barry Manilow, Mandy, ripubblicata in Mixage, storica compilation della Baby Records.

Nel 2014 rilanciò una nuova versione di Sing a song now now e l’anno dopo è uscito l’ultimo singolo, Face to face. Viene anche ricordato per la querelle con Zucchero Sugar Fornaciari, a cui fece causa per plagio. Per Alberto Carpani, la melodia del ritornello di Quale senso abbiamo noi era copiata da quella del suo brano Sunshine del 2003. Nel marzo 2018, sia Zucchero che la casa discografica Universal Music Group vennero assolti. Emerse, secondo il tribunale di Milano, “la carenza di originalità del ritornello di cui si è lamentato il plagio” e “la presenza di sostanziali differenze tra i due brani, in particolare, della componente armonica”. Ricoverato in ospedale per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, Alberto Carpani è morto lunedì 11 maggio 2020.

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