Amanda Lear: “una, nessuna, centomila”, spuntano indiscrezioni sul cambio di sesso

Una donna che ha fatto del mistero e dell’ambiguità il leit motiv della sua vita, ovvero basta che se ne parli.

Amanda Lear
Amanda Lear e i paparazzi (GettyImages)

Cantante, attrice, doppiatrice, pittrice, di certo ed univoco, nella vita di questa fantastica donna di spettacolo, c’è ben poco. Non si conosce con esattezza neanche il luogo e la data di nascita. Si parla alternativamente di Saigon e Hong Kong e sulla data ci si orienta tra  il 1939 e il 1946. Anche della sua infanzia non si conosce molto. Pare, da sottolineare pare, che il suo vero cognome sia Tapp e che abbia vissuto a Parigi dopo aver terminato la scuola. Il suo aspetto androgino, la sua altezza, il suo allure le aprono le porte della moda. Tra gli anni Sessanta e Settanta sfila per Paco Rabanne, Chanel, Saint Laurent e per l’icona della Swinging London, Mary Quant, colei che inventò la minigonna.

 L’incontro fatale

Dalì e Lear
Dalì e Amand Lear (Instagram)

La sua seconda vita inizia  grazie all’incontro con Salvador Dalí,  pittore surrealista, ma anche scultore, cineasta, fotografo. Diviene sua musa ed amante nonostante i 40 anni di differenza, con la benedizione della di lui consorte, Gala. Un ménage à trois, dunque, anche se in proposito Amanda dichiara: Il sesso nella nostra relazione a tre non c’entrava, il nostro era un rapporto di assoluta sintonia, amore spirituale e arte”. Dalí amava la sua fisicità scheletrica e maschile.

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La vita a Londra

Amanda Lear a Londra
Amanda Lear negli anni Sessanta (GettyImages)

Mentre lavora come modella, Amanda ha una relazione con Brian Jones, polistrumentista e fondatore dei Rolling Stones. In quegli anni appare sulla copertina di un disco dei Roxy Music, in abito nero tenendo al guinzaglio una pantera. Attira così l’attenzione di un altro dei mostri sacri della musica, il Duca Bianco, David Bowie, che le fa da mentore (oltre che da amante).

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Il successo come cantante

Ed è a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta che Amanda conosce il grande successo come interprete di discomusic. Indimenticabile la sua “Tomorrow” in cui cantava con un ammiccante e sexy accento francese “Voulez-vous un rendez-vous tomorrow ?” Un invito! Il successo clamoroso del singolo (un tempo si chiamavano così) è amplificato dalla storia sul presunto (?) cambio di sesso della popstar. I giornali riportano rivelazioni di personaggi più o meno credibili sulla sessualità di Amanda Lear. Lei stessa, in seguito, ha affermato di aver messo in giro ad arte i rumours, per alimentare la curiosità del pubblico ed avere più successo. Di recente, la storia è venuta di nuovo alle cronache grazie alle affermazioni di personaggi del calibro di Patrizia de Blanck e Simona Izzo (come a dire Giorgio Bocca e Piero Ottone) le quali affermano di conoscere la verità. Amanda Lear si chiamerebbe in realtà Peki D’Oslo.

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Al di là di quale sia la verità e sempre ammesso che certi aspetti delle persone debbano essere di dominio pubblico, una cosa certo non è un mistero, Amanda Lear ha dimostrato nel corso della sua carriera  intelligenza, verve e arguzia  tali da diventare un personaggio in grado di attraversare quattro decenni. Il mistero, semmai è come mai certi ospiti di professione trovino sempre un pubblico disposto ad ascoltare ciò che esce dalle loro bocche.