Il mercato nero dei Green Pass falsi: indagati vip e politici | Scoppia il caso nella Capitale

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine. E tra le persone coinvolte vi sarebbero nomi molto altisonanti.

C’era da aspettarselo. In Italia avviene spesso. Anzi, sempre. Si riesce a creare un mercato nero (e, quindi, illecito) su ogni cosa. Non poteva rimanere escluso da questa “regola” anche il Green Pass.

Green pass
Green pass (Foto dgc.gov.it)

Le polemiche sul Green Pass

Tra gente contraria per partito preso, no-vax, complottisti e via dicendo, è ampio il fronte di chi non ha voluto e non vuole vaccinarsi. Polemiche che, come è noto, hanno coinvolto anche e soprattutto la politica. Partiti che, bramosi di allargare il proprio bacino elettorale, pescano nel ventre molle della popolazione. Che, spesso, è restia alla vaccinazione.

Green pass
Green pass (Foto Ansa)

Il Green Pass è diventato obbligatorio per diverse attività. In primis quelle lavorative. Ma senza dimenticare quelle ludiche. Quindi il confronto-scontro si è alimentato. Tanto nelle aule parlamentari, quanto nei talk show televisivi. Tutto specchio, evidentemente, della società.

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Il mercato nero

Insomma, in tanti sono contrari. Ma il Green Pass serve. Anzi, è obbligatorio. E allora come fare? Con l’imbroglio, naturalmente. E’ delle ultime ore la notizia che la Procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo d’indagine su un medico compiacente della Capitale.

Tribunale di Roma (Getty Images)
La Procura di Roma vuole vederci chiaro (Getty Images)

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Costui, nell’ipotesi accusatoria, avrebbe fornito Green Pass falsi a numerose persone, evidentemente non in possesso della certificazione verde. Ma la notizia sconvolgente è che tra i clienti/pazienti vi sarebbero numerosi esponenti della cosiddetta “Roma bene”.

Gli investigatori avrebbero già perquisito l’abitazione e lo studio dell’uomo. Che non sarebbe neanche censito dall’Ordine dei Medici.  Tra i clienti nomi altisonanti. Da politici a personaggi dello sport. In ogni caso persone molto facoltose. Dato che avere un documento falso di questo genere e di questa importanza non costa propriamente pochissimo.  

Tutto sarebbe partito da una segnalazione anonima. Il medico compiacente sarebbe riuscito a sfruttare un bug del sistema (peraltro già noto da mesi) che con pochi dati in possesso (tra cui, la tessera sanitaria degli interessati) e con pochi passaggi online, permetterebbe il raggiro.

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Facendo circolare ovunque persone potenzialmente infette. Ma pur sempre vip.