Andrea Scanzi rivela il suo “incubo”: “…gonfio, pelato e stanco…” | Si tratta di un “mostro”

Attivissimo sui social, uno dei suoi ultimi post ha un argomento drammatico e inquietante. Ecco di cosa si tratta.

Giornalista, scrittore, amante delle due ruote. Molto attivo su Instagram. Andrea Scanzi è una firma di punta del Fatto Quotidiano. Molto spesso ospite in trasmissioni televisive, per discutere soprattutto di politica. Uno dei suoi ultimi post su Instagram, però, ha un argomento inquietante.

Andrea Scanzi (Instagram) 3
Andrea Scanzi con il cane Layla (Instagram)

Aretino, 47enne. Sul Fatto Quotidiano si occupa principalmente di politica, musica e sport. Grande appassionato di musica. Alla musica, infatti, ha dedicato anche la sua tesi di laurea in Lettere Moderne. Ed è giurato del Premio Tenco.

Ha scritto diversi libri, di vario argomento. Dallo sport ai vini. Negli ultimi anni, però, si è specializzato nella saggistica di tipo politico. Alcune sue pubblicazioni riguardano, in ordine sparso, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Beppe Grillo.

Su Instagram è attivissimo. Sia con post di natura intellettuale. Sia con immagini che celebrano un fatto particolare del momento. Ma non mancano le foto di natura privata e personale. Come quelle con la sua moto o con il suo cane, Layla.

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L’inquietante post

Uno degli ultimi post, però, ha un argomento molto drammatico e inquietante. Scanzi lo dedica ad Angelo Izzo. Uno degli assassini più famosi e, purtroppo, iconici della storia d’Italia. E’, infatti, uno degli autori del cosiddetto “Massacro del Circeo”.

Il post Instagram su Angelo Izzo
Il post Instagram su Angelo Izzo

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Una follia senza precedenti e senza movente. Commessa da persone “normali”. O, meglio, di estrazione insospettabile. Izzo, per esempio, proveniva da una famiglia ricca dei Parioli. Ma in quella villa del Circeo, il 29 settembre del 1975, Izzo e i suoi complici, si tolsero ogni voglia. Di natura sessuale e sadica.  Vittime due donne, Donatella Colasanti (a quell’epoca minorenne) e Rosaria Lopez. Le due vennero violentate, drogate, seviziate e massacrate per un totale di trentacinque ore. Una delle due, proprio Donatella Colasanti, si salvò.

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Izzo fu condannato all’ergastolo. Ma ottenne la semilibertà e in quel periodo uccise Maria Carmela e Valentina Maiorano, moglie e figlia di un uomo che aveva conosciuto in carcere. Proprio nei giorni dell’anniversario della strage del Circeo, Scanzi gli dedica un post: “La sua storia mi ha sempre terrorizzato” esordisce il giornalista nel lungo testo. Accanto, la foto di Izzo all’epoca dell’arresto, con quegli occhi folli sbarrati: “Oggi Izzo è gonfio, pelato e stanco. Ma resta il demonio che era, e per sempre sarà. Che l’Inferno, quando sarà, lo inghiotta”.