Gomorra: ecco chi è Genny Savastano nella realtà | La somiglianza è impressionante

Oscar Wilde diceva: “La vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita”, ma nel caso di Gomorra, la pluripremiata fiction di Sky, ormai diventata un cult in tutto il mondo, è vero il contrario.

I personaggi di Gomorra sono diventati familiari nelle case degli spettatori, li chiamano per nome, ma sono ben felici di poter spegnere il televisore ed interrompere così le loro gesta, è un modo catartico per evitare di entrare in contatto con una simile realtà.

Che di realtà si tratti è ben noto, in quanto la serie è basata sul libro di Roberto Saviano, che è anche consulente della fiction, che, non per nulla è ormai sotto protezione da diversi anni a causa delle minacce ricevute dalla camorra.

Tutti i personaggi di Gomorra sono plasmati intorno a personaggi reali.

Salvatore Esposito/Genny Savastano
Salvatore Esposito/Genny Savastano (Instagram)

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Genny Savastano

Il personaggio di Genny in particolare, interpretato da Salvatore Esposito, ha come “modello” Cosimo Di Lauro.

Cosimo è il maggiore dei figli di Paolo Di Lauro, detto “Ciruzzo o’ milionario”, boss del clan che porta il suo nome e che regna su Scampia e Secondigliano.

Durante la latitanza del padre, Cosimo ne divenne il reggentee gestendo lo spaccio di droga.

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Nel 2004, due suoi luogotenenti, Fulvio Montanino e Claudio Salierno, furono uccisi dagli Scissionisti, capeggiati da un ex braccio destro del padre Paolo, Raffaele Amato, fuggito in Spagna, con l’intento di far rientrare il boss dalla latitanza.  Un mese dopo, Cosimo fece uccidere Massimiliano De Felice, all’epoca ai vertici dei Scissionisti. L’uomo fu ucciso da diversi colpi di pistola sparati da un’auto mentre la vittima rientrava a casa.  Era cominciata la prima faida di Scampia che lasciò per terra 60 morti.

Cosimo Di Lauro
Cosimo Di Lauro (IvanGrippo, CC BY-SA 4.0 _https___creativecommons.org_licenses_by-sa_4.0_, via Wiki

Fu arrestato nel 2005, grazie al tracciamento del cellulare, nel quartiere “Terzo Mondo” di Secondigliano. Quando si diffuse la notizia che stava per essere arrestato, si radunò una folla di persone che tentò di fermare le forze dell’ordine anche tramite il lancio di oggetti.

Condannato a 15 anni prima e all’ergastolo poi, attualmente si trova in regime di 41 bis  nel carcere di Opera e di recente è stato raggiunto da un’altra ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio di De Felice.

E per fortuna, queste condanne sono vere.

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