Giorgio Panariello, il drammatico retroscena sulla scomparsa del fratello Franco: “Avrei potuto essere io…”

Giorgio Panariello, lo showman scanzonato autore di tante imitazioni e parodie, nasconde da anni un doloroso segreto legato alla sua famiglia.

Giorgio Panariello nato a Firenze nel 1960, ma versiliano d’adozione, comincia la sua vita non nel migliore dei modi, infatti la mamma lo lascia ai nonni pochi giorni dopo la nascita.

In Versilia Giorgio fa diversi lavori per mantenersi fino a quando, da cabarettista conosce a Firenze, i suoi compagni di merende: Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni.

Panariello, Conti e Pieraccioni da ragazzi
Panariello, Conti e Pieraccioni da ragazzi (Instagram)

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Il successo

Nel 1991 partecipa allo show televisivo “Stasera mi butto” ed è l’inizio del grande successo. Negli anni Duemila conduce lo show del sabato sera “Torno sabato” nel quale propone la sua galleria di personaggi, Simone, Merigo, il bagnino, il Pio Bove il macellaio, Naomo, Pierre del Chiticaca e la spassosissima imitazione di Renato Zero.

Panariello si cimenta anche con il cinema alcuni come regista ed interprete come Bagnomaria, altri come interprete diretto da grandi registi come Ti amo in tutte le lingue del mondo di Pieraccioni, Notte prima degli esami – Oggi di Fausto Brizzi, Uno per tutti di Mimmo Calopresti.

Sarà anche il direttore artistico del Festival di Sanremo nel 2006.

Il suo successo si è rinnovato di recente grazie alla trasmissione di Raitre “Lui è peggio di me” che conduce insieme all’attore Marco Giallini. I due accolgono grandi ospiti producendosi in gag e interagendo con loro.

Panariello e Giallini
Panariello e Giallini (Instagram)

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Il dolore nella vita privata

Giorgio aveva un fratello, Francesco. Diversamente da Giorgio, cresciuto dai nonni, Francesco fu lasciato in collegio dove rimase  fino ai dodici anni, quando venne adottato.

Il danno però nella fragile sensibilità del bambino era già fatto. Quegli anni lasciano un segno impossibile da cancellare. L’adozione durò poco, sorpreso a rubare, Franco fu allontanato, fino a quando venne accolto anche lui dai nonni. Solo allora i fratelli si conobbero.

Ma Franco scappò per andare a conoscere la mamma a Napoli. Entrò nel tunnel della droga dal quale uscì a 37 anni con l’ingresso nella comunità di San Patrignano grazie all’aiuto di Giorgio.

Sembrava aver trovato la serenità, quando venne ritrovato, in circostanze mai del tutto chiarite, morto di freddo in un’aiuola a Viareggio a soli 50 anni.

Panariello bambino
Panariello bambino (Instagram)

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Per cercare di venir fuori da quel dolore, Panariello ha scritto un libro “Io sono mio fratello”, in cui precisa che la differenza tra i loro due destini è stata dovuta solo alla fortuna.