Ornella Vanoni: il suo “elisir” di giovinezza è “illegale”

La “cantante della mala”, musa di Strehler, una delle Signore che ha fatto la storia della canzone italiana, nonostante l’età, si concede ancora qualche vizietto.

Ornella Vanoni, milanese doc, nasce nel 1934. Tra i suoi primi ricordi ci sono quelli legati alla guerra. Lei che fugge con la sua famiglia, tra le braccia di suo padre, colui  che cercherà in tutti gli uomini della sua vita.

Una giovane Ornella Vanoni
Una giovane Ornella Vanoni (GettyImages)

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Una carriera nata per caso

Dopo una giovinezza in collegio in giro per l’Europa, un’amica della mamma le consiglia di provare a fare l’attrice. La giovane Ornella si iscrive quindi all’Accademia del Piccolo Teatro di Strehler. Il grande regista era sposato, ma rimane colpita dall’allora ventenne cantante, la prende sotto la sua ala e le costruisce un personaggio: la cantante intellettuale e impegnata.

Ornella Vanoni e Strehler
Ornella Vanoni e Strehler (Instagram)

Strehler fa uso di cocaina e trascina Ornella nel suo vizio. Per un po’ lei lo segue in questa vita bohémienne, ma poi sente forte il desiderio di autodeterminarsi.

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Lo lascia, ma Strehler non ci sta e la tempesta di telefonate.

Avrà anche una storia con Gino Paoli, che scrive per lei “Senza fine”. Comincia così la parte più popolare della sua carriera.

La vita privata

La Vanoni si sposa una volta sola, con il produttore Lucio Ardenzi, da cui ha il suo unico figlio, Cristiano. Non è una mamma presente, infatti solo di recente ha recuperato a pieno il rapporto con lui.

È stata grande amica di Mina, con cui avrebbe dovuto fare in TV “Milleluci”, ma poi il ruolo fu dato alla Carrà.

Ornella e Mina
Ornella e Mina (Instagram)

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Ormai da anni Ornella non ha un compagno. La sua ultima storia l’ha delusa molto, e ormai si dedica a fare la nonna ai suoi due nipoti.

Del patrimonio accumulato negli anni d’oro è rimasto poco, dice, le banche se lo sono mangiato. In più, non è mai stata particolarmente accorta.

L’unico vizio che le è rimasto è la sua “cannetta” serale, terapeutica.

Dopo aver sofferto per anni di depressione e con persistenti difficoltà a dormire, possiamo concedere, ad una Divina, una piccola trasgressione.