Elio, dietro la maschera ironica nasconde un grande dramma. Non c’è cura…

Elio, l’autore ed interprete della “Terra dei cachi” non è solo quella maschera comica che presenta al suo pubblico. Ha un grande dramma che affronta tutti i giorni.

Stefano Belisari, in arte Elio è nato a Milano nel 1961 da genitori di origine marchigiane. Vive la sua infanzia tra Milano e Buccinasco. Negli anni Settanta frequenta il liceo Einstein, dove, insieme ad alcuni amici, fonda il gruppo Elio e le Storie Tese. Ci vorranno anni perché i suoi fans scoprano il suo vero nome. Elio si diverte a dirne sempre uno diverso ogni volta che gli viene chiesto.

Una divertente immagine di Elio
Una divertente immagine di Elio (instagram)

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Obiettore di coscienza, si diploma al Conservatorio in flauto traverso. 

Elio e le storie tese: il gruppo

La prima esibizione del gruppo risale al 1980 quando cantano davanti ad uno gruppo di pensionati. Per anni restano un gruppo underground e misconosciuto, girando i locali di Milano tra cui il mitico Zelig.

Negli anni Novanta trovano il grande successo, in parte grazie alla partecipazione a Mai dire Gol, di cui sono autori delle sigle con lo pseudonimo di Tripudio Intestinale e al secondo posto a Sanremo del 1996 (che, secondo i carabinieri, sarebbe dovuto essere primo) con la canzone La terra dei cachi.

Elio e le storie tese
Elio e le storie tese (GettyImages)

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Le esibizioni a Sanremo restano nella storia. Durante la prima serata Elio canta con un braccio finto, nella successiva il gruppo si canta travestito da Rockets con le facce truccate d’argento e  in una concentrano la canzone in un minuto. Nella quarta serata, infatti, le canzoni dei Big, per regolamento, devono essere ridotte ad un minuto. Ma Elio e i suoi riescono a cantarla in 55 secondi.  La versione “sprint” sarà inserita anche nell’album Eat the Phikis, con il titolo Neanche un minuto di non caco.

Il dramma personale

Stefano è padre di due gemelli, Dante ed Ulisse. Dante però è autistico. Ma cos’è l‘autismo?

Gli studiosi, più che di autismo preferiscono parlare di disturbi dello spettro autistico, in quanto il disturbo di  comunicazione e di interazione sociale si manifesta in modo estremamente eterogeneo.

Si calcola che in Italia  siano più di seicentomila i soggetti affetti, con un’incidenza maggiore nei  maschi rispetto alle femmine.

Elio con il figlio
Elio con il figlio (foto web)

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Dante è stato fortunato, in un  certo senso, ha avuto una diagnosi precoce e cure adeguate, anche se non si può parlare di cure vere e proprie perché non si “guarisce” dall’autismo, ma grazie a terapie cognitivo-comportamentali il rendimento di queste persone può essere aumentato. Le cause sono ignote, ma si parla di sovra-eccitazione del cervello.

Elio si è fatto portavoce nella promozione di campagne di sensibilizzazione su questo disturbo, secondo lui c’è una assenza di interesse a livello nazionale e politico.

In particolare, durante la quarantena, Elio ha fatto sentire forte la voce in difesa delle famiglie di autistici, totalmente abbandonati  durante il lockdown.