Ti mangi le unghie? Non rischi solo di avere delle mani antiestetiche, ma anche gravi malattie

Se appartenete a quella categoria di persone che, in caso di nervosismo, si tormenta le mani, mangiandosi le unghie fino a farle scomparire, state rischiando ben più di essere additati per avere delle pessime mani.

 L’onicofagia (questo è il termine corretto per la pratica banchettare con le proprie unghie) è un impulso compulsivo, cioè una spinta irrefrenabile a fare qualcosa di spiacevole e dannoso.

Kate Middleton
Anche le principesse lo fanno (GettyImages)

Questa pessima abitudine non si limita all’erosione delle unghie, ma coinvolge anche le pellicine e le cuticole che le circondano. Nei casi peggiori, vengono ridotte a brandelli fino alla scarnificazione.

Gli impulsi compulsivi

Oltre all’onicofagia si classificano come impulsi compulsivi anche la dermatillomania (l’abitudine di stuzzicare la pelle fino a causarsi lesioni) e la tricotillomania (tirarsi e/o strapparsi i capelli).

L’onicofagia compare, in genere, durante l’infanzia e cosa sana sarebbe che rimanesse confinata a quel periodo della vita. Gli psicologi ritengono che richiami l’effetto calmante dell’allattamento materno.

Si tende a farlo soprattutto nei momenti di forte nervosismo e stress, in questo modo il soggetto allenta le tensione accumulata.

Le cause

Le origini di questo comportamento sono per lo più di natura psicologica.

I bambini tendono a mettere in atto tale comportamento quando in famiglia si presentano incomprensioni, eccessive aspettative da parte dei genitori, ansia da prestazione legata al timore di perdere la loro attenzione.

In alcuni casi si arriva ad un vero e proprio autolesionismo. Spesso accade alle persone timide che non riescono ad esprimere la loro rabbia all’esterno e la sfogano su loro stessi.

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Le conseguenze, anche gravi

Oltre a lesionare la pelle con conseguente sanguinamento, mangiarsi le unghie può portare a conseguenze gravi e a volte ignorate.

La cute lesionata può essere una porta aperta per infezioni batteriche e virali, ma non solo questo. Il continuo rosicchiare porta  l’usura dei denti (non siamo conigli con i denti in continua crescita ), malocclusioni oltre a lesioni gengivali.

Un dito infetto
Un dito infetto (web source)

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È chiaro poi che portare alla bocca mani poco pulite non fa altro che essere un mezzo di trasporto per qualsiasi “schifezza” si trovi in quel momento sulle estremità. Tale pratica protratta nel tempo porta anche a deformazioni delle dita della mano, senza contare che i residui di unghie e pelle sono mal tollerati dallo stomaco.

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E allora cosa fare per rimediare? Se non si riesce con la semplice forza di volontà a smettere di banchettare con le proprie estremità, esistono in commercio smalti dal sapore sgradevole,  mentre nei casi più gravi si ricorre anche ai bendaggi.

Ma nulla vale di più che l’orgoglio di avere delle mani ben curate ed ammirate, piuttosto che andare in giro con le dita come fossero state rosicchiate da topi.