L’Italia in dittatura come l’Afghanistan? L’ultimo provvedimento che fa discutere

Con l’ultimo Dpcm, il Governo di Mario Draghi ha stretto ulteriormente i cordoni. E non mancano le polemiche feroci

Un provvedimento che sta creando grandi, enormi, polemiche. L’argomento è, come spesso accade in questo periodo, il Covid. Ma, soprattutto il Green Pass. Il principale strumento amministrativo e legislativo con cui il Governo presieduto da Mario Draghi sta tentando di arginare l’epidemia da Coronavirus. Restringendo sempre di più le possibilità di azione dei no-vax, ritenuti tra i principali responsabili dei contagi e delle morti, che non accennano a diminuire.

Ritiro pensioni (web source)
Ritiro pensioni (web source)

Con l’ultimo Dpcm, il Governo quindi ha stretto ulteriormente i cordoni. Ma, questa volta, il provvedimento fa molto discutere. Sono numerose, infatti, le reazioni politiche alla nuova stretta varata dall’Esecutivo. E in tanti, come accade spesso in questo periodo, gridano alla dittatura.

Il Governo ha stabilito che non sarà possibile andare in un ufficio postale a ritirare la pensione se non si ha il green pass. E’ quanto prevede il Dpcm firmato dal premier Mario Draghi che definisce l’elenco delle attività essenziali alle quali si potrà accedere dall’1 febbraio senza il certificato. Un provvedimento duro, molto stringente, che sta suscitando non poche reazioni.

”Acquistare solo beni primari al supermercato, ma senza i soldi della pensione, perché senza il green pass dall’1 febbraio nel Draghistan non sarà possibile recarsi a ritirarla in ufficio postale o presso lo sportello della propria banca. Il Dpcm che il premier ha appena firmato è l’apoteosi della follia segregazionista in cui ha precipitato il nostro Paese. Draghi ha oltrepassato il segno e va mandato a casa” affermano i parlamentari di Alternativa.

Tutela della salute o dittatura?

Da più parti, infatti, i toni sono sempre gli stessi: quelli che parlano di una dittatura sanitaria ed economica, di cui il primo ministro sarebbe l’emblema. Per qualcuno, quindi, si tratta di azioni messe in atto per tutelare la salute. Ma per molti altri, invece, c’è una compressione massiccia delle libertà basilari.

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Addirittura, taluni parlano di insulto al popolo e paragonano l’Italia all’Afghanistan dei Talebani. Con l’ultimo provvedimento, infatti, è saltata la norma inserita nella bozza con la quale erano considerate “esigenze essenziali e primarie” quelle “indifferibili e urgenti connesse alla riscossione, presso gli sportelli di Poste italiane Spa e degli istituti di credito abilitati, di pensioni o emolumenti comunque denominati non soggetti ad obbligo di accredito”.

Post Gianluigi Paragone (Instagram)
Post Gianluigi Paragone (Instagram)

Una decisione che ha scatenato l’ira social anche del giornalista e parlamentare, Gianluigi Paragone. Da sempre no Green Pass, che, con il suo movimento, Italexit, propugna anche l’uscita del nostro Paese dall’Unione Europea, colpevole, a suo dire, di restrizioni e soprusi. In uno di suoi ultimi post, Paragone ha pubblicato una grafica di chiara contestazione a Draghi: “Il solito Draghi della Troika” il commento.