Vittorio Sgarbi, l’Unione Europea gli ha messo il bavaglio | E questa volta il motivo è assurdo!

Fine intellettuale. Critico d’arte tra i più apprezzati al mondo, con decine di pubblicazioni. Ecco cosa è successo al suo ultimo libro

Molto attivo, soprattutto in questi ultimi giorni, nel promuove la candidatura di Silvio Berlusconi alla carica di presidente della Repubblica. Sfortunatamente per lui, il leader di Forza Italia, resosi conto di non avere i numeri in Parlamento, si è sfilato come erede del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Non è l’unica delusione politica avuta da Vittorio Sgarbi nell’ultimo periodo. Ascoltate cosa gli è successo, ha dell’incredibile!

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Vittorio Sgarbi (Getty Images)

In questi lunghi e difficili mesi di pandemia da Covid-19 a volte ha assunto posizioni quasi negazioniste. Inneggiando alla libertà e portando avanti i soliti argomenti sulla dittatura sanitaria è stato uno dei più strenui oppositori dell’uso della mascherina. E, tra le motivazioni addotte per il mancato utilizzo della stessa, una vicenda molto personale, ossia quella di essere gravemente malato di cancro. Se le posizioni di Vittorio Sgarbi a volte sono volutamente provocatorie, quasi macchiettistiche, i motivi rivelati dal critico d’arte sono quindi molto seri. E li rispettiamo.

Famoso per le sue sfuriate in televisione. A partire dagli anni ’90. Ricorderete la sua rissa, davanti a Giuliano Ferrara, con Roberto D’Agostino. Bicchieri d’acqua addosso e schiaffi. Negli anni ha continuato. Celebri le sue serie infinite ripetute con “capra” o con “pagato”. Oppure quando ha reso famoso ai più Geminello Alvi.

Ma Vittorio Sgarbi è un fine intellettuale. Critico d’arte tra i più apprezzati al mondo, con decine di pubblicazioni. È stato più volte membro del Parlamento e di diverse amministrazioni comunali, tra le quali quella di Milano.

I suoi “Sgarbi Quotidiani” erano uno spasso e solletico per il cervello in televisione.

La censura

Le sue posizioni oltranziste, quindi, spesso gli sono costate querele, ma, altre volte anche l’abbandono degli studi televisivi dove si teneva la trasmissione. Vittorio Sgarbi non ha mai sopportato la censura, essendo un intellettuale libero. Questa volta, però, gli è accaduta una cosa difficile da mandare giù.

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Ce lo racconta, tramite il proprio profilo Instagram, in un breve video, dove parla dell’uscita del suo ultimo libro sul grande pittore Raffaello, per i tipi de La nave di Teseo. “L’Unione Europea ha proibito di parlare di religione cristiana. Non si può parlare del Natale, della Natività, della Madonna, dei Santi, di Maria”. Sgarbi esalta la figura del grande pittore: “Raffaello è stato un uomo giusto e un buon cristiano. Gli piacevano anche le donne… e probabilmente questo è un grave difetto…”.

 

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Sgarbi parla di un’azione dello Stato, che paragona all’imposizione del vaccino contro il Covid. Eccola la verve polemica degli ultimi mesi contro le misure del Governo. Sgarbi grida dunque alla censura: “Te lo portano via sotto mano, non lo troverete in giro, ma cercatelo dove è sopravvissuto”.

Un modo simpatico e, come sempre, geniale per promuovere la sua ultima fatica letteraria.