Il dubbio di questo momento: ci si reinfetta con questo virus? Ecco cosa dicono i dati scientifici

I numeri che stiamo per fornirvi sono certamente molto condizionati dal dilagare della variante Omicron. Facciamo chiarezza

Le autorità scientifiche hanno fornito dei dati molto interessanti sulle seconde infezioni da Covid-19. Proviamo a leggere insieme questi dati, al fine di fare chiarezza su un tema che sta generando, in questi mesi, grande confusione. Con polemiche sterili, che portano il cittadino nella confusione. E a non fidarsi più di nulla.

Covid (web source) (1)
Covid (web source)

Se, infatti, dovevamo “uscirne migliori”, questa pandemia da Coronavirus ci sta dimostrando che ancora, dopo due anni, non ne siamo usciti. E che, forse, quella di uscirne migliori era solo un’utopia. Anche con milioni di contagiati e centinaia di migliaia di morti, infatti, si continua a fare polemica, soprattutto per tornaconto politico.

Noi, invece, preferiamo parlare dati alla mano. E vi diamo qualche cifra interessante sulle reinfezioni da Coronavirus. Innanzitutto, però, definiamo il concetto di reinfezione. Nel nostro resoconto consideriamo tale chi dopo una prima infezione documentata da test molecolare o antigenico positivo, presenta un secondo contagio a distanza di almeno 90 giorni dalla prima diagnosi. Oppure chi a seguito di prima infezione ne subisce una seconda con test molecolare positivo entro i 90 giorni dalla prima diagnosi purché con ceppo virale di SARS-CoV-2 diverso dal precedente.

Per intenderci, chi si è prima contagiato con la variante Delta e poi con quella Omicron. E allora andiamo a vedere cosa dicono i dati.

I numeri sulle reinfezioni

I numeri che stiamo per fornirvi sono certamente molto condizionati dal dilagare della variante Omicron che, in queste settimane, ha colpito milioni di italiani. Come sappiamo, infatti, si tratta di un ceppo molto più contagioso rispetto alla variante Delta. Capace anche di “bucare” il vaccino in alcuni casi. Fortunatamente, però, porta sintomi e conseguenze molto meno gravi. Nel 35% dei casi registrati fino a dicembre, si tratta di persone asintomatiche al momento di entrambe le diagnosi, un altro 20% aveva sintomi molto lievi (paucisintomatico) alla prima infezione e nulli (asintomatico) alla seconda. Omicron è associata ad un rischio di reinfezione 5,4 volte più grande rispetto a Delta.

Covid vaccino (Getty Images)
Covid vaccino (Getty Images)

In totale, quindi, fino al 2 gennaio 2022 in Italia sono stati censiti 36.082 casi di reinfezione, pari al 2% del totale dei casi segnalati. Fino al 28 dicembre erano stati 15.195, pari all’1,4%. Delle 15.000 reinfezioni registrate fino a dicembre, il 36 % ha riguardato persone fra i 20 e i 40 anni. La maggior parte dei casi, residenti al Nord. La possibilità di essere reinfettati aumenta con il passare del tempo dalla prima diagnosi. Ovviamente, il rischio maggiore è per i non vaccinati.

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Quindi, se non l’avete ancora fatto, vi invitiamo a farlo.