Abruzzo: crolla il ponte di Guastacconcio | Una catastrofe già annunciata

Il ponte Guastacconcio, in provincia di Chiesti, è crollato: già in condizioni precarie, era stato chiuso verso la fine dello scorso anno.

L’ennesimo ponte crollato in Italia: nelle scorse ore, il Guanstacconcio a Paglieta, in provincia di Chieti (Abruzzo), è crollato.

Il ponte di Guastacconcio
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Il  crollo del ponte è legato alla situazione di cattiva gestione delle infrastrutture che caratterizza il Paese. Il ponte, infatti, era già in condizioni precarie ma gli interventi hanno tardato ad arrivare.

Il Guastacconcio: tra aperture e chiusure in una situazione di precarietà

Il Guanstacconcio, sulla strada provinciale 97, era stato creato all’inizio del secolo con lo scopo di unire le due sponde del fiume Sangro. Nel corso del dopoguerra, era stato rimesso a nuovo. Col passare degli anni, le condizioni della struttura sono naturalmente peggiorate.

Il ponte, infatti, si è trovato in più occasioni al centro delle notizie locali. Per via delle piene del fiume e dei camion che, attraversando la struttura, l’avevano danneggiata questa è stata chiusa e riaperta svariate volte.

Il 14 dicembre, il Guanstacconcio è stato chiuso per l’ennesima volta in seguito al crollo del pilone centrale. Inoltre, vista l’ondata di maltempo, il ponte era stato ulteriormente danneggiato.

Per questo motivo, Rebecca Virtù di Legambiente Abruzzo aveva lanciato un annuncio trasmesso su Rete 8: “Servono interventi urgenti di manutenzione delle infrastrutture”, aveva dichiarato. In particolare, questi interventi avrebbero dovuto prestare attenzione alle “conseguenze dei cambiamenti climatici”.

All’appello di Virtù si sono aggiunti gli allarmi da parte dei cittadini, preoccupati per la situazione. Nonostante ciò, è mancato un intervento tempestivo. “Ora è necessario togliere prima di tutto le macerie per evitare il rischio di esondazione” aveva proseguito Virtù.

Il passo successivo sarebbe stato “pensare ad una ricostruzione che sia sostenibile per il fragile equilibrio dell’ecosistema fluviale del Sangro”.

Il crollo del Guastacconcio

Per questi motivi si era optato per un appalto, per poter avviare gli interventi per la messa in sicurezza del ponte al più presto. I lavori, però, si sono dovuti scontrare con la lentezza della burocrazia italiana.

Il ponte di Guastacconcio
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I 2 milioni di euro stanziati per la demolizione e ricostruzione della struttura si sono rivelati inutili. Il ponte è crollato la mattina di domenica 13 febbraio, aggiungendosi alla lunga serie di strutture che hanno avuto lo stesso destino. Tra queste, possiamo ricordare il drammatico crollo del ponte Morandi a Genova il 14 agosto del 2018.

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Fortunatamente, in seguito al crollo del Guastacconcio non ci sono stati morti o feriti. La vicenda ha puntato, ancora, l’attenzione sulle carenze nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture.