Luca e Paolo spiegano il caso Djokovic | Tutti bravi a fare i fenomeni con le “palle” degli altri

Il forte tennista serbo ha anche dichiarato di non essere un no-vax. Ma di non voler subire l’imposizione del vaccino

Nella ormai eterna (e a volte stantia) diatriba tra pro vax e no-vax, intervengono anche loro. Luca e Paolo. In una querelle ormai diventata tragicomica, forse servono proprio due comici per capire meglio le singole posizioni.

Novak Djokovic (Getty Images) (1)
Novak Djokovic (Getty Images)

In questo caso, una posizione “illustre”. Quella del tennista Novak Djokovic, qualche settimana espulso dall’Australia per la volontà di non volersi sottoporre al vaccino contro il Covid. Una posizione intransigente, che gli è costata la partecipazione agli Australian Open, dove era favorito. Ma la sua scelta ce la spiegano benissimo proprio loro, Luca e Paolo.

Sulla breccia del successo da oltre 30 anni ormai. Tutto inizia nel 1991. In un piccolo teatro, come spesso accade anche ai più grandi. La compagnia ha un nome che è tutto un programma: “Cavalli marci”. Eppure quello è l’avvio del successo di una delle coppie di comici più famosa d’italia: Luca e Paolo.

Luca Bizzarri, classe 1971 e Paolo Kessisoglu, classe 1969. Questi i nomi completi. Ma, per tutti, sono “Luca e Paolo”. La prima dose di successo arriva con a partecipazione al programma “Ciro”, condotto da Gaia De Laurentiis su Italia 1.

Ma la popolarità vera arriva all’inizio degli anni 2000. Nel 2001, precisamente, partecipano al programma della Gialappa’s Band “Mai dire Gol”, e diventano poi presentatori de Le Iene dal 2001 al 2011. Un decennio in cui si alternano tre bionde bellissime alla conduzione della famosa trasmissione Mediaset: Alessia Marcuzzi, Cristina Chiabotto e Ilary Blasi.

Grande ribalta, poi, nel 2011, con la conduzione del Festival di Sanremo. Che, come sappiamo, in Italia ha un seguito enorme.

Molto longeva la sit-com portata sulle reti Mediaset, “Camera Cafè”, che va in onda dal 2003 al 2017. Proprio dal 2017 conducono, insieme a Mia Ceran, “Quelli che… il calcio”, sulla RAI.

La televisione, comunque, non è il loro unico habitat. Dato che fanno il loro esordio al cinema nel 1999 con “E allora mambo!”. I due film più noti, però, sono “Immaturi” e “Immaturi – Il viaggio”, del 2011 e del 2012, sempre per la regia di Paolo Genovese.

Con le palle degli altri…

Da qualche settimana, Luca e Paolo sono diventati i protagonisti della “copertina” con cui Giovanni Floris apre il suo “DiMartedì”, tribuna politica molto seguita su La7. Una fascia molto ambita e di successo, se pensiamo che, in passato, fu occupata da un altro famoso comico genovese, come Maurizio Crozza.

Ma Luca e Paolo non sfigurano e prendono di mira politici (soprattutto), ma anche personaggi del mondo dello spettacolo. E, in questo caso, dello sport. I due comici liguri hanno messo nel mirino proprio Nole Djokovic. La sua scelta di non vaccinarsi ha diviso il mondo. Non solo quello sportivo.

 

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Nelle ultime ore, il forte tennista serbo ha anche dichiarato di non essere un no-vax. Ma di non voler subire l’imposizione del vaccino. E, per tutelare questa sua libertà, sarebbe disposto a perdere la partecipazione a tornei molto importanti. Posizione rispettabile per alcuni, folle per altri.

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Ma Luca e Paolo dicono la loro. E, con poche parole, centrano il bersaglio. A Djokovic che vorrebbe giocare a tennis senza vaccinarsi e “sfruttando” la vaccinazione altrui per la messa in sicurezza collettiva, rispondono: “Vuole fare il tennista… con le palle degli altri…”.