Tony Sperandeo, ha visto la morte in faccia ..lo faceva anche 60 volte al giorno

Oggi 68enne, è uno degli attori più caratteristici del cinema italiano. Ma la sua vita non è fatta solo di grandi successi

Quello sguardo torvo. Quella parlata tipicamente siciliana. Quei ruoli, soprattutto in film riguardanti la mafia, che gli hanno fatto quasi sempre interpretare la parte del “cattivo”.

Tony Sperandeo
Tony Sperandeo (foto web)

Così Tony Sperandeo è diventato uno degli attori più iconici del panorama cinematografico italiano.

Ma forse, dietro quello sguardo e quell’atteggiamento sempre un po’ arrabbiato, non c’è solo una parte. Ma anche vita vissuta. In maniera non facile.

Oggi 68enne è nato (ovviamente!) a Palermo. Il suo vero nome è Gaetano. Non trascorre un’infanzia facile. Il padre, infatti, muore per un tumore alla gola quando Tony ha appena 17 anni.

E così, lui inizia a lavorare, giovanissimo. Ma ben presto si fa notare per quella sua mimica così espressiva e profonda. E, quindi, inizia, come tanti, con il teatro e con gli spettacoli su piccoli palchi.

Ma già dagli anni ’80 arrivano i primi ruoli cinematografici. L’esordio è in “Kaos” dei fratelli Taviani. Ma ben presto arrivano i film di ambientazione mafiosa: “Pizza Connection” (1985) di Damiano Damiani, “Il pentito” (1985) di Pasquale Squitieri, “Il siciliano” (1987) di Michael Cimino. Ed è nel cast del film cult di Marco Risi del 1989, “Mery per sempre”.

La sua carriera prosegue spedita, tra piccole parti, come quella in “Johnny Stecchino” (1991) di Roberto Benigni e interpretazioni più ampie, come quelle in “La scorta” (1993) di Ricky Tognazzi e “Palermo Milano – Solo andata” (1995) di Claudio Fragasso.

Per lui anche alcune commedie, come “I mitici – Colpo gobbo a Milano” (1994) di Carlo Vanzina, ma anche “Eccezzzziunale veramente – Capitolo secondo… me” (2006) sempre di Carlo Vanzina, ovviamente con Diego Abatantuono, e “L’ora legale” (2017) di Ficarra e Picone.

Insomma, una lunga carriera, quella di Tony Sperandeo. Ha anche vinto il premio come migliore attore non protagonista ai David di Donatello 2001 per il ruolo di Gaetano Badalamenti nel film “I cento passi”, di Marco Tullio Giordana. Dove Luigi Lo Cascio interpreta Peppino Impastato.

Il dramma di Tony Sperandeo

Ma la vita di Tony Sperandeo non fatta solo di film e di successi. Qualche anno fa, ha raccontato, ha anche rischiato di morire, perdendo il respiro per circa un minuto. A causa dello smisurato vizio per il fumo, che lo ha portato a fumare anche tre pacchetti di sigarette al giorno.

Il popolare attore siciliano, peraltro, ha anche subito un gravissimo lutto negli scorsi anni.

Durante le riprese di “La discesa di Aclà a Floristella” esordio cinematografico di Aurelio Grimaldi (1992) conosce Rita Barbanera. Attrice teatrale e doppiatrice che sarebbe diventata sua moglie. Con Rita Barbanera, Tony Sperandeo ha avuto due figli, Tony e Priscilla. Ma la tragedia è dietro l’angolo.

Tony Sperandeo (web source) 2
Tony Sperandeo (web source)

La donna muore suicida il 27 aprile 2001 a trentadue anni, buttandosi dal balcone della loro casa di Palermo. Un dramma lontano oltre 20 anni, quello di Tony Sperandeo Ma, non per questo, meno intenso e colmo di sofferenza.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>>Tiziana Cantone non si sarebbe suicidata: l’ipotesi del medico legale riapre il caso  

E’ stato lo stesso attore, nel corso di un’intervista, a ricordare quel drammatico episodio: “Lei aveva una forte depressione, non abbiamo saputo controllare la situazione. Ci abbiamo provato”.