Gué, si racconta: la verità sulla sua malattia | Da bambino bullizzato a rapper di successo

Il rapper Gué si racconta rivelando dettagli sulla sua malattia e sul suo passato. Nonostante le difficoltà, oggi è uno dei rapper più seguiti in Italia.

Il rapper Gué ha iniziato a farsi conoscere con i Club Dogo, gruppo che ha lasciato il segno nella scena rap italiana.

Guè Pequeno
Guè Pequeno (foto web)

Gué, Jake La Furia e Don Joe hanno debuttato all’inizio del Duemila conquistando il pubblico fin dal loro primo LP, Mi fist. Fino alla pausa presa nel 2017. Nel frattempo, i membri del gruppo si sono dedicati anche alle loro carriere da solisti.

La carriera da solista

Nel 2006 Gué ha pubblicato il mixtape Fastlife Mixtape Vol.1, riscuotendo subito un ottimo successo. A questo ha fatto seguito Fastlife Mixtape Vol.2 – Faster Life. Nel 2011 è uscito il suo primo album ufficiale, intitolato Il ragazzo d’oro.

Successivamente, ha realizzato altri album affermandosi come uno dei rapper più conosciuti e seguiti nel Paese. Gué, nel corso degli anni, è diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni.

Il 14 novembre 2021 ha dichiarato di aver cambiato il suo nome d’arte. Agli esordi della sua carriera, si faceva chiamare Il Guercio. In seguito all’esperienza con Sacre Scuole (gruppo fondato insieme a Jake La Furia e Dargen D’Amico prima della nascita dei Club Dogo), ha optato per il nome d’arte Gué Pequeno. La sua ispirazione è stato Zè Pequeno, personaggio del film City of God.

Il rapper, verso la fine dell’anno scorso, ha deciso di eliminare la seconda parte del suo nome d’arte, rimando Gué, diminutivo di Guercio. Ma da dove prende origine il suo nome d’arte?

La malattia del rapper e l’origine del suo nome d’arte

Il vero nome del rapper è Cosimo Fini. Nato a Milano nel giorno di Natale del 1980 dai giornalisti Marco e Michela Fini, ha sempre avuto quello che lui definisce un “segno distintivo”.

Gué ha una malformazione alla palpebra sinistra fin dalla nascita. Si tratta di una condizione medica chiamata blefaroptosi a causa della quale l’artista è stato preso di mira dai bulli. Sono stati loro i primi a chiamarlo “Guercio”.

La sua infanzia non è stata semplice. Gli altri bambini approfittavano del suo carattere introverso e lo prendevano in giro per via del suo occhio. Il rapper ha deciso di usare il nome con il quale veniva apostrofato dai bulli per trasformarlo in un punto di forza, in un tratto caratteristico del quale andare fiero.

Gué
(web source)

Per questo motivo, ha deciso di non sottoporsi a nessuna operazione correttiva: “Non ho mai pensato di correggerlo perché è il mio segno distintivo” ha dichiarato in un’intervista. Proseguendo, Gué ha spiegato: “Io ero un bambino timido, mi prendevano per il c**o, ma non è stato un trauma”.

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Il rapper ha poi aggiunto: “Tra l’altro mio padre aveva un occhio di vetro a grazie a lui ho capito che i nostri sguardi erano una cosa figa“. Come afferma nella canzone Lunedì blu: “Ho un occhio guercio ma ci ho sempre visto lungo”.