Pierfrancesco Favino, l’evento che l’ha segnato per il resto della sua vita | Era diventata cronica!

Una scelta familiare radicale ha scosso l’adolescenza del grande attore italiano. Che, infatti, è sbocciato molto tardivamente

Probabilmente in questo momento il miglior attore italiano. Ma con alcune esperienze anche internazionali. Amato dalle donne, con quel suo sguardo magnetico e quel fascino a cui è impossibile resistere. Eppure l’adolescenza di Pierfrancesco Favino non è stata semplicissima. Per un evento in particolare. Che l’attore non ha ancora dimenticato.

Pierfrancesco Favino (web source)
Pierfrancesco Favino (web source)

Oggi 52enne, raggiunge la ribalta tutto sommato tardi. Sì perché gli anni ’90 sono parsimoniosi di successi per Pierfrancesco Favino. Per lui la grande fama arriva nel 2001, con la partecipazione al film di Gabriele Muccino, “L’ultimo bacio”. Ma da quel momento il successo è innescato. E sarà una escalation che sembra non vedere i confini.

Affermatosi in via definitiva dopo aver vestito i panni di Gino Bartali nell’omonima miniserie televisiva, Favino ha recitato in innumerevoli opere italiane e anche in vari film hollywoodiani, diventando uno dei migliori attori italiani della sua generazione.

Nel corso della carriera ha vinto tre David di Donatello, quattro Nastri d’argento, due Globi d’oro, tre Ciak d’oro e una Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia.

Oggi è uno degli attori italiani più prolifici. Proprio in questi giorni arriva nelle sale la commedia romantica “Corro da te” con Miriam Leone. Ma è solo l’ultima delle pellicole interpretate da Favino.

Lo ricordiamo, infatti, in “Da zero a dieci” di Luciano Ligabue, ma anche in “El Alamein – La linea del fuoco”, “Le chiavi di casa” di Gianni Amelio, “La Sconosciuta” di Giuseppe Tornatore, “Saturno contro” di Ferzan Ozpetek, “Baciami ancora” di Gabriele Muccino, “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana e “Suburra” di Stefano Sollima.

Anche se, senza dubbio, tutti lo ricordiamo nel ruolo de “Il Libanese” nel film di Michele Placido, “Romanzo Criminale”, sull’epopea della Banda della Magliana.

Negli ultimi anni, due ruoli iconici: quello di Tommaso Buscetta ne “Il traditore” e quello di Bettino Craxi in “Hammamet”. Ma, come dicevamo, per lui anche alcune produzioni internazionali. Da “Angeli e demoni”, al fianco di Tom Hanks, passando per “Le cronache di Narnia – Il principe Caspian” e “Miracolo a Sant’Anna” di Spike Lee.

L’evento che ha segnato la sua infanzia

E abbiamo anche tralasciato qualche film importante nella incredibile carriera dell’attore romano (e tifosissimo della Roma). Dal 2003 è legato all’attrice Anna Ferzetti, da cui ha avuto due figlie. Ma, spostando l’attenzione sull’aspetto personale, concentriamoci sull’infanzia di Favino.

Pierfrancesco Favino (web source) 2
Pierfrancesco Favino (web source)

In età adolescenziale, infatti, la famiglia di Favino si spostò da Roma, dove aveva sempre vissuto, a Fregene. Un duro colpo per la socialità del giovane Pierfrancesco, che si vide catapultato in una nuova realtà, dove non conosceva nessuno. E, per di più, con nuove abitudini.

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E sappiamo bene quanto, nella vita di un giovane, sia importante la cerchia di amici e le passioni da coltivare. Per questa scelta, quindi, Pierfrancesco ha sofferto non poco, cadendo in una apatia piuttosto grave e cronica. Qualcosa che l’attore si è portato dietro per anni, diventando “grande” più tardivamente rispetto agli altri. E sbocciando, sia umanamente, che professionalmente, dai trent’anni in avanti.