Assegno unico: spetta anche ai genitori separati o non conviventi? Ecco come procedere

Sono molti a chiedersi se e come l’assegno unico per i figli spetta anche ai genitori divorziati e non conviventi. Cerchiamo di capirlo.

Il nuovo metodo che il governo sta utilizzando per far aumentare le nascite nel nostro paese è ancora tutto da scoprire. Si tratta dell’assegno unico e universale, e dovrebbe spettare ai genitori di ogni genere, anche quelli separati e non conviventi. Noi di direttanews.it vi spiegheremo al meglio in che modo funziona e come poter effettuare tale richiesta all’Inps.

Una famiglia illustrata
Famiglia disegnata (WebSource)

I dati dell’Istat in merito a questo tema sono realmente allarmanti, se li si paragona a quelli degli anni passati. Soltanto nel confronto con il 2020, nel 2021 vi è stata una diminuzione delle nascite del 1,3% e se comparato con il 2008 quasi del 31%.

L’incertezza lavorativa e la mancanza di contratti stabili ha fatto il suo nel portare a questi livelli. Il governo ha, quindi, deciso di correre ai ripari, esborsando dei fondi utili a far aumentare le nascite nel nostro paese.

L’erogazione di soldi spetterà a tutti i genitori che ne faranno richiesta e sarà livellata tramite il controllo dell’ISEE famigliare. L’importo andrà da un massimo di 175 euro per figlio, ma con un ISEE inferiore ai 15 mila euro, fino al minimo di 50 euro per figlio, spettante a chi ha un reddito annuo superiore ai 40 mila euro. La domanda all’Inps è presentabile a partire dal primo di gennaio del 2022.

In che modo funziona l’assegno unico e universale per i genitori separati o non conviventi

Purtroppo o per fortuna, in base al modo di pensare di ogni singolo, l’ideale di famiglia, oggi, sembra essere ben lontano da quello del passato. Infatti, molte coppie continuano a lasciarsi e non riescono sempre a durare a lungo.

Assegno unico per le famiglie
Immagine iconica dell’assegno unico (WebSource)

In tal caso, per ottenere l’assegno unico e universale per ogni singolo figlio vi è da fare attenzione a queste diverse modalità:

  • se il genitore affidatario è uno solo, allora sarà lui a ricevere l’assegno in forma intera;
  • se hanno, invece, l’affido condiviso, allora sarà assegnato per il 50% a ognuno dei genitori;
  • vi è anche la possibilità che l’affidamento sia condiviso e il collocamento del minore presso uno dei due richiedenti. In questo caso, il 100% dell’importo andrà al genitore collocatario.

C’è da ricordare che sono previste maggiorazioni ulteriori, nel caso in cui la famiglia sia particolarmente numerosa. Anche per le madri con età inferiore ai 21 anni spetta questa possibilità e, soprattutto, a tutti quei genitori che hanno figli affetti da disabilità.