Sonno molto agitato? Attenzione, potrebbero essere i primi sintomi di una gravissima malattia!

Moltissimi italiani soffrono di disturbi del sonno. Fanno fatica ad addormentarsi e il riposo dura pochissime ore. Se le difficoltà notturne diventano importanti e ci si trova ad agitarsi tra le lenzuola, potrebbe significare che si è predisposti a sviluppare una patologia importantissima. Ecco quale.

I primi sintomi si potrebbero confondere con qualcosa di molto più blando, ma a metterci in guardia sono stati studi di importanti team di ricercatori che hanno evidenziato comportamenti ricorrenti in pazienti affetti da questo gravissima malattia.

Disturbi del sonno come primi sintomi della malattia (fonte web) 12.4.22 direttanews.it
Disturbi del sonno come primi sintomi della malattia (fonte web)

il Prof. Alberto Albanese, responsabile del reparto di Neurologia dell’istituto clinico Humanitas e docente dell’Humanitas University, ha parlato di problematiche che molto spesso riguardano la maggior parte degli italiani. Pone l’accento però sulla comparsa in contemporanea di tutti i sintomi coinvolti nella diagnosi.

I segnali che ci devono mettere in allerta

Dalle ricerche è emerso che 60% dei pazienti in cura nel loro centro aveva mostrato nei 10-12 anni precedenti uno di questi sintomi: deficit olfattivo, depressione, ma soprattutto disturbo comportamentale durante la fase del sonno REM.

I soggetti interessati, durante la notte avevano avuto episodi che li avevano portati ad urlare, scalciare e tirare pugni. L’evidenza di questa sintomatologia pregressa è una conquista del mondo della scienza; permette infatti un trattamento in fase molto precoce della malattia addirittura ancora nella fase pre-sintomatica.

È possibile, infatti, quando ancora non si sono sviluppate complicanze della patologia, intervenire anche con terapie farmacologiche che potrebbero modificare in maniera decisiva il decorso della stessa.

Stiamo parlando della malattia di Parkinson che colpisce in Italia più di 400.000 persone ma che si pensa possa, in un prossimo futuro, colpire molti più soggetti.

Purtroppo è necessario sfatare un luogo comune che vuole che i malati di questa patologia degenerativa abbiano tutti superato gli ottant’anni. Le evidenze scientifiche hanno dimostrato, che il 50% dei pazienti ha un’età che va tra i 40 e i 58 anni. Il restante 50% è equamente diviso tra la fascia over 80 e i giovanissimi, tra i venti e i quarant’anni.

Lo screening dei soggetti apparentemente sani come prevenzione del Parkinson

La malattia, che produce una progressiva morte dei neuroni situati in una piccola area del cervello che controlla i movimenti del corpo, può essere contrastata con un programma di screening che addirittura mira a ritardare l’insorgenza.

Il professor Albanese ha dichiarato che lo scopo dei loro studi è quello di identificare diversi sottogruppi di pazienti in modo da programmare azioni di prevenzioni e terapie mirate alla specificità dei singoli casi.

Il Parkinson colpisce soprattutto persone tra i 40 e i 58 anni (fonte web) 12.04.2022 direttanews.it
Il Parkinson colpisce soprattutto persone tra i 40 e i 58 anni (fonte web)

Ecco perché il professore insieme al suo team sta mettendo in piedi delle ricerche scientifiche che hanno un approccio diagnostico ben preciso; si mira ad identificare i geni coinvolti nello sviluppo della malattia e studiare gli eventuali fattori di rischio che potrebbero predisporre gli individui alla Malattia di Parkinson.

Fino ad oggi si è scoperto infatti che l’esposizione a pesticidi, metalli e prodotti chimici o lo stile di vita inadeguato (dieta squilibrata e fumo) é in grado di aggravare addirittura la predisposizione genetica.