Se hai contratto questa malattia fai subito un test, il tuo cervello potrebbe essere compromesso per sempre

Si possono perdere fino a 10 punti di quoziente intellettivo nei sei mesi successivi alla malattia. Non trascurate alcun sintomo

Un invecchiamento precoce, repentino. E’ drammatica la scoperta che arriva dalla scienza. Non possiamo quindi che suggerirvi di effettuare immediatamente degli accertamenti se, negli ultimi mesi, avete contratto questa malattia.

Medici laboratorio (web source) 6.5.2022 direttanews.it
Medici laboratorio (web source)

Si possono perdere fino a 10 punti di quoziente intellettivo nei sei mesi successivi all’infezione, ovvero una perdita intellettiva pari al declino cognitivo cui mediamente si va incontro dai 50 ai 70 anni. E’ questo ciò che emerge da uno studio condotto presso l’Università di Cambridge e anticipato da New Scientist.

Anche se al momento non è chiaro quanto questi danni cognitivi siano permanenti, dato l’ampio numero di individui colpiti gravemente. Ma di certo ciò che emerger dalla ricerca di questi autorevoli scienziati fa riflettere e spaventa.

Lo studio evidenzia diversi deficit cognitivi tra i guariti rispetto ai coetanei del gruppo di controllo che, invece, non hanno contratto la malattia. Resta da capire quanto questi danni siano permanenti e quale sia al contrario la capacità di ripresa a lungo termine.

Le infezioni da Covid

L’impatto per chi, quindi, ha contratto il Covid in maniera grave, venendo addirittura ricoverato in ospedale, potrebbe essere devastante. E potrebbe essere devastante dato l’alto numero di persone colpite dal Covid nel mondo.

Le proporzioni potrebbero essere gigantesche. Solo in Inghilterra, tanto per fare un esempio, 40.000 persone sono state in terapia intensiva per il Covid, questo significa che i deficit cognitivi post-Covid possono interessare nel mondo un ampio numero di persone.

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Medici laboratorio (web source)

Gli esperti hanno confrontato l’esito di diversi test cognitivi eseguiti sei mesi dopo l’infezione su 46 pazienti ricoverati per Covid, confrontandoli con l’esito di test cognitivi eseguiti su una popolazione di controllo di 66 mila individui.

Dagli studi sono emerse diverse ‘de’faillance’ cognitive nei guariti dal Covid. Qualche esempio: la riduzione della velocità di elaborazione delle informazioni, oppure la riduzione delle capacità di comprensione del linguaggio.

Per semplificare e far capire anche a chi non ha competenze mediche e scientifiche, potremmo dire che il Covid avrebbe un effetto negativo sulla capacità che il nostro organismo – e in particolare le aree neurali nevralgiche – hanno di usare lo zucchero come “benzina”. Per aumentare la memoria di lavoro, ma anche per darci le capacità di risolvere i problemi.

E’ probabile che il Covid favorisca il declino cognitivo in vari modi, ad esempio danneggiando il cervello per eccesso di reazione immunitaria o perché l’infezione causa delle micro emorragie o delle micro ischemie in diverse aree neurali. Il consiglio, quindi, è quello di non trascurare alcun sintomo e di rivolgervi, in caso di necessità a medici e scienziati.