Cibi “pericolosi”: attenzione alla data di scadenza | In alcuni casi è meglio non fidarsi

Guardare la data di scadenza dei prodotti prima di metterli nel carrello è un passo fondamentale mentre si fa la spesa. Ma possiamo sempre fidarci della data indicata?

Quando andiamo a fare la spesa al supermercato, siamo soliti guardare la scadenza dei prodotti prima di metterli nel carrello.

Data di scadenza (fonte web) 12.05.2022-direttanes.it
Attenzione alla data di scadenza (fonte web)

In base alla normativa, sono previste due tipologie di diciture. Nei casi in cui il produttore non può assicurare che il prodotto sia commestibile oltre la data di scadenza, viene usato l’avviso: “Da consumarsi entro…”.

Quando, invece, il produttore intende fornire un “termine minimo di conservazione” la dicitura utilizzata è “Da consumarsi preferibilmente entro…”. In questi casi, potremmo consumare l’alimento anche oltre la data indicata, se questo viene conservato in modo adeguato.

L’importanza della data di scadenza

Prestare attenzione alla data di scadenza è sempre importante. In particolare per quanto riguarda determinati alimenti: spesso potremmo credere che alcuni prodotti possano continuare ad essere consumabili per sempre, o quasi.

Il tè rappresenta un ottimo esempio. In molti sono convinti che tale bevanda non abbia un data di scadenza ma la realtà è ben diversa.

La sua durata dipende dalla modalità di lavorazione e di produzione: più vengono fermentate le foglie essiccate, più queste continueranno ad essere consumabili nel tempo – che può arrivare ad un massimo di due anni.

I casi in cui è meglio non fidarsi della data di scadenza

Ma quali sono i casi in cui è meglio non fidarsi? Esistono diversi alimenti la cui data di scadenza viene prolungata da parte delle aziende. Il dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari e Microbiologiche dell’Università di Milano ha diffuso un elenco di tali prodotti ed è bene prestare molta attenzione.

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Quando non fidarsi della data di scadenza (fonte web)

Nella lista vengono indicati i pomodori pelati. Nonostante venga segnata una scadenza di due anni sulle loro confezioni, la loro qualità può essere garantita solamente per un periodo compreso tra i sei ed i nove mesi.

Anche nel caso del cafè vengono segnate delle scadenze alquanto in là nel tempo: diversi produttori, infatti, fissano la data tra i 16 ed i 18 mesi. In realtà il caffè può mantenere il suo aroma fino ai 12 mesi e solo se conservato in lattine di metallo sottovuoto.

Per quanto riguarda il prosciutto cotto affettato, numerose sono le aziende che indicano una conservazione fino ai due mesi. Ma, se tenuto all’interno di un contenitore di plastica, può arriva ai 20 giorni al massimo.

Secondo diverse aziende, l’olio d’oliva extravergine dovrebbe essere consumato entro i sei mesi, mentre altre indicano addirittura i 18 mesi. In questo modo, però, si andrebbe a perdere il suo sapore insieme ai suoi valori nutrizionali.

Infine abbiamo lo yogurt: la sua durata è di un mese. È possibile consumarlo anche successivamente alla data di scadenza, senza andare oltre i 10-20 giorni. Il prodotto, infatti, non risulterà alterato ma la presenza di microrganismi vivi sarà ridotta.