Attenzione ad uno dei più comuni farmaci da banco | Può creare molti problemi alla nostra salute

Lo studio è di quelli autorevoli, perché condotto dalla McGill University in Canada. Ecco le conclusioni tratte dagli scienziati

Soprattutto in questi due anni di pandemia da Covid-19, in tanti ne hanno fatto uso. E altrettanti abuso. Ma attenzione a utilizzare molto questo comune farmaco. Ha sicuramente dei benefici, ma può portare problemi d’altro genere.

Medicinali da banco (fonte web) 18.05.2022 direttanews.it (1)
Medicinali da banco (fonte web)

Lo studio è di quelli autorevoli, perché condotto dalla McGill University in Canada. I ricercatori si sono concentrati sulle persone affette da infiammazioni e dolori continuativi. E hanno scoperto che bloccare un’infiammazione con i farmaci, potrebbe portare a problemi più difficili da gestire, come il dolore cronico.

Secondo gli esiti cui sono arrivati i ricercatori canadesi, l‘infiammazione potrebbe avere un effetto protettivo, come impedire che il dolore acuto diventi cronico, e che ridurla eccessivamente possa essere dannoso. In particolare, gli studi si sono concentrati su poco meno di 100 pazienti sofferenti di dolore alla schiena da circa tre mesi.

Attenti all’ibuprofene!

Lo studio, quindi, ci interessa da vicino perché si concentra su una sostanza, contenuta in farmaci molto comuni, che assumiamo per bloccare le infiammazioni: che sia dolore alla schiena, dolore articolare, mal di testa o mal di denti.

Gli antiinfiammatori per curare i dolori (web source) 18.5.2022 direttanews
Gli antiinfiammatori per curare i dolori (web source)

Stiamo parlando dell’ibuprofene. L’ibuprofene è un principio attivo che rientra nella famiglia dei farmaci antinfiammatori non steroidei. Il farmaco è dotato di proprietà analgesica, antinfiammatoria e antipiretica. Questa classe di farmaci rappresenta la categoria di più largo impiego nel trattamento delle malattie reumatiche. Gli antinfiammatori sono farmaci utilizzati per ridurre l’infiammazione, una reazione dell’organismo che aiuta a prevenire la diffusione di un’infezione. Ne esistono di due tipi: i cortisonici, detti anche corticosteroidi o farmaci antinfiammatori steroidei.

Sui 98 pazienti oggetto di studio, quelli che avevano smesso di soffrire di dolore presentavano risposte infiammatorie più elevate, guidate da globuli bianchi chiamati neutrofili, rispetto ai pazienti il cui dolore persisteva. Il trattamento con questo tipo di sostanze sembrava prolungare il dolore, mentre altri farmaci antidolorifici, non avevano alcun effetto.

Una ricerca più ampia su circa mezzo milione di adulti britannici ha invece sottolineato che chi ha usato antidolorifici antinfiammatori come l’ibuprofene per curare un mal di schiena aveva un rischio maggiore del 70 per cento di sviluppare dolore a lungo termine rispetto a coloro che avevano assunto alternative come il paracetamolo.

Da qui la conclusione: gli antinfiammatori potrebbero inibire un aspetto del sistema immunitario che svolge un ruolo importante nella riparazione dei danni. E, comunque, gli esperti invitano alla cautela. Come sappiamo, per arrivare a conclusioni certe, nella scienza, servono anni e studi ampi e duraturi. Ma, certamente, la tematica va approfondita.