In arrivo un’altra batosta per i lavoratori dipendenti : la tassa occulta del 20% scuote le aziende

Manca poco e la decisione che verrà presa, peserà su non pochi consumatori. Non solo, a farne le spese saranno diverse imprese quindi tutti sul piede di guerra per contrastare i nuovi accordi

Questa decisione creerà un danno enorme a circa 3 milioni di persone, lavoratori sia pubblici che privati che utilizzano questo strumento quotidianamente. In moto già sei associazioni dei settori interessati pronti a richiedere con determinazione una riforma.

Dipendente disperato (foto web)
Dipendente disperato (foto web)

Cosa sta succedendo?

I rappresentanti delle varie categorie spiegano che stanno vivendo una situazione insostenibile. Un’azienda non può lavorare in perdita con uno sconto del 20%. Questo sistema è deleterio per i pubblici esercizi e per il settore della distribuzione commerciale. Prima di avviare un’azione drastica, le varie associazioni lanciano l’allarme attraverso una conferenza stampa a Roma per mezzo dei loro rappresentanti.

Una tassa occulta del 20% che sta creando caos

Cosa succede? Le aziende della distribuzione commerciale e della ristorazione si preparano a non accettare più i buoni pasto. Supermercati e bar pronti a rifiutarli. Tutti in linea a dire “Addio” al famoso ticket. Il sistema dei buoni pasto sta degenerando, denunciano le associazioni che aspettano con ansia di fare luce su questa situazione; nel corso delle ultime due gare del 2018 e 2020, gli esercenti hanno dovuto pagare commissioni medie del 19,8% (BP8) e del 17,80% (BP9). In pratica per un buono da 8 euro, bar, negozio alimentare o supermercato ne incassano poco più di 6 euro.

Ticket ( Fonte Web)
Ticket ( Fonte Web)

Cosa chiedono le imprese

Le imprese del settore hanno due priorità e chiedono la riduzione immediata dei ribassi sul prezzo richiesti nelle fasi di gara alle società che emettono i buoni pasto e una riforma del sistema basandosi sulla gestione in vigore negli altri paesi affinché venga rispettato il valore nominale del ticket e di conseguenza vengano eliminate le pesanti commissioni che pagano gli esercizi commerciali presso i quali vengono accettati.

La reazione dei consumatori

Di contro le associazioni dei consumatori si stanno muovendo, prima fra tutte Codacons, minaccia, nel caso venissero rifiutati i ticket, una valanga di denunce in tutta Italia e avvierà una class action per tutelare i lavoratori danneggiati al fine di ottenere i danni patrimoniali subiti. Assoutenti, contestualmente, si prepara a boicottare con una campagna pubblicitaria, invitando i consumatori a non recarsi in quelle attività, punti vendita, supermercati coinvolti nel rifiuto del buono pasto. Per l’unione nazionale dei consumatori, se un esercizio commerciale dovesse rifiutare come pagamento un ticket, verrà immediatamente segnalato per grave inadempimento contrattuale.