Succhi di frutta bio: la natura da bere

La pandemia ha reso un po’ tutti più attenti alla propria salute, ancor più meticolosi su ciò che si mangia, ovvero a ciò che si introduce nel proprio corpo. L’alimentazione biologica è da sempre un ottimo rimedio per aver pieno controllo del cibo che ingeriamo grazie alla cura e il rigore con il quale agricoltori coltivano i propri ortaggi; ma oltre alle piccole realtà locali, sempre più aziende si specializzano in agricoltura biologica. Vediamo ad esempio la cura e la passione messa nella preparazione dei succhi di frutta bio, un prodotto che si impara ad apprezzare fin dalla tenera età.

C’è chi inizia grazie all’azienda di famiglia, chi inizia per gioco o per una scommessa con la propria vita: la ricchezza donata dal cibo, nella frutta in particolar modo, non ha eguali. I succhi di frutta, centrifughe o estratti che dir si voglia, infatti sono un toccasana ad ogni età. Senza menzionare il gusto, sono ottimi per l’apporto vitaminico e minerale degli ingredienti utilizzati. Ed i succhi di frutta bio esaltano ancor più i benefici delle sostanze naturali poiché la lavorazione è dettata dai tempi della natura, che evita sostanze chimiche come concimi, fertilizzanti o pesticidi nel peggior dei casi.

La bontà dei succhi di frutta bio

La stragrande quantità di succhi di frutta bio oggi in commercio è innumerevole rispetto a qualche decennio fa. Basta dare uno sguardo veloce alla corsia di ogni supermercato dove c’è l’imbarazzo della scelta persino per i palati più pignoli: oltre agli intramontabili pera, albicocca e pesca si avvicendano i primi posti gli esotici ananas oppure arancia carota e limone, noto come ACE, per terminare col più ricercato succo al mirtillo.

Ogni ricetta può sembrare banale ma quando il periodo si fa caldo, quando si cominciano ad indossare abiti più leggeri e le ore della giornata cominciano ad allungarsi, fare un aperitivo o una merenda sorseggiando un succo di frutta fresco è sempre un’emozione. Basta scegliere ciò che più ci piace, dal sapore più aspro e deciso all’aroma più dolce e delicato.

I benefici dell’agricoltura biologica nel rispetto della biodiversità

Parlare di sostenibilità oramai è argomento all’ordine del giorno. Infatti sempre più aziende e fattorie, su piccola o larga scala, decidono di affacciarsi ad una agricoltura sostenibile, dimostrando quindi una maggiore sensibilizzazione alla conservazione delle specie viventi e cercando di attenuare la perdita stessa della diversità biologica. Basti pensare che negli ultimi anni, analisi di settore hanno registrato un calo della ricchezza del terreno del 70%, fattore causato dal soffocamento delle coltivazioni intensive.

Seguire i ritmi della natura come un’agricoltura biologica si propone, cioè senza alterarne i tempi o il ciclo, è il naturale percorso per far sì che quella percentuale venga riportata sullo 0. Le regole base per proteggere le specie viventi, animali o vegetali che siano, sono semplicissime: bandire l’uso di composti chimici, preferire quindi la concimazione derivante da sostanze organiche, prediligere un’agricoltura su rotazione anziché infierire sul terreno con una monocoltura. Nel primo caso variando ciò che si coltiva migliora automaticamente la qualità del terreno, rendendolo di conseguenza un terreno che rende di più perché più fertile. Nel secondo caso, con la monocoltura avviene in poche parole l’opposto: si sfrutta in maniera intensiva il terreno senza mai cambiare il tipo di coltura per massimizzare la resa.