La divisa deve essere rispettata sempre, in alcuni casi se non lo fai la legge ti tutela | Ecco quando non è oltraggio

Si tratta di un reato molto grave. Ma servono delle circostanze molto specifiche per essere puniti. Tutto quello che c’è da sapere

Quando pensiamo all’oltraggio a pubblico ufficiale, tutti immaginiamo, immediatamente, qualcosa ai danni di un poliziotto o, comunque, di un membro delle forze dell’ordine. Non è l’unico errore in cui incorriamo. Leggete questo articolo e avrete le idee molto più chiare su questo reato punito dal Codice Penale.

Oltraggio a pubblico ufficiale (web source) 25.5.2022 direttanews (2)
Oltraggio a pubblico ufficiale (web source)

Iniziamo col dire che si tratta di un reato molto grave, che è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Un reato che non andrebbe commesso non solo per essere rispettosi e ossequiosi della legge. Ma anche per rispetto nei confronti di chi, in quel momento, rappresenta lo Stato. Ciò detto, però, vi sono alcuni errori in cui, generalmente, si incorre. E alcune cose da sapere. Proviamo a far chiarezza.

Va detto che l’oltraggio a pubblico ufficiale non è così facile da provare. Per intenderci, non è sufficiente rispondere male a un poliziotto o un carabiniere affinché si configuri il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Ma, soprattutto, non sono solo le forze dell’ordine a essere dei pubblici ufficiali.

Questo, generalmente, è ignorato dai più. Ma sono pubblici ufficiali tutti coloro che svolgono un ruolo pubblico e si trovino nell’esercizio delle proprie funzioni. Per intenderci, tanto un ufficiale giudiziario, quanto un medico del pronto soccorso o un docente. Eppure, quante volte abbiamo sbottato contro un dottore o contro un insegnante? Questo forse è poco carino ed educato. Ma non basta per farci incorrere nel reato.

Quando si configura il reato di oltraggio a pubblico ufficiale?

Abbiamo fatto premesse adeguate. Tocca adesso essere più precisi, perché vi sono dei requisiti molto specifici affinché si abbiano le fattispecie di reato. L’insulto, infatti, dev’essere pronunciato in luogo pubblico o aperto al pubblico, in presenza di almeno due persone, oltre al pubblico ufficiale e al reo e, come dicevamo prima, mentre l’ufficiale compie un atto d’ufficio e proprio a causa o nell’esercizio delle sue funzioni.

Carcere (web source) 25.5.2022 direttanews
Carcere (web source)

Per quanto concerne le prime due circostanze, si tratta di un meccanismo simile a quello della diffamazione. Si può dire peste e corna di chiunque in una conversazione privata. Ma quando la conversazione è da tre interlocutori in su, allora si può rischiare grosso.

Va inoltre specificato che l’offesa può manifestarsi in qualsiasi modo, anche con atti o in forma gestuale oltre che con parole. Ed è richiesta relazione causale o temporale tra l’offesa e la qualifica. Per essere più semplici: l’offesa deve essere riferita al ruolo pubblico rivestito dal soggetto verso cui inveiamo e non per ragioni private e personali. Ovviamente, non pensiate di vivere in una dittatura. Perché la legge tutela abbastanza bene il legittimo diritto di critica, purché rimanga nei termini della continenza.