Sentire odori che gli altri non sentono ha correlazione con una patologia da non sottovalutare

Non si tratta di un problema da poco, da trascurare o da riderci su. Ma le conseguenze possono essere anche molto serie

Addirittura, in Campania si stanno reclutando dei “nasi a pagamento”. L’ultima trovata del governatore Vincenzo De Luca, che sta provocando grandi polemiche politiche e non solo. Eppure, sapevate che sentire odori che gli altri non sentono è una malattia?

Sentire odori che gli altri non sentono (foto web)
Sentire odori che gli altri non sentono (foto web)

Una malattia di cui speriamo non siano affetti i detectives olfattivi che la Regione Campania sta arruolando per scoprire le cause dei miasmi che da anni avvelenano l’aria di alcune zone del territorio, soprattutto nella cosiddetta Terra dei Fuochi. Li reclutera’ l’Agenzia ambientale della Campania, che intende costituire un elenco di “esaminatori di odori” a supporto di un laboratorio di Olfattometria istituito a Caserta per l’analisi scientifica dei fenomeni che esasperano i residenti.

Una decisione dettata dal fatto che la scorsa estate la situazione si è aggravata, tanto da suscitare proteste di piazza da parte dei cittadini che, specie nell’area giuglianese, lamentavano di non poter tenere le finestre aperte malgrado il caldo torrido.

Ora si cercano “nasi” da impiegare come strumento di supporto alle indagini sui miasmi. Gli esaminatori di odori saranno impegnati in sessioni di tre ore, e retribuiti in proporzione alle ore in cui svolgeranno servizio in laboratorio. A tale scopo, spiega l’Agenzia, viene utilizzato un olfattometro: lo strumento diluisce i campioni di aria prelevati sul campo e li distribuisce al panel di analizzatori, che dovrà esprimere la sua “valutazione olfattiva”.

La malattia degli odori

Insomma, serviranno dei nasi sopraffini. Con l’augurio che non siano affetti da “fantosmia”. Si chiama così, secondo alcuni recenti studi scientifici, la tendenza che avrebbe taluno di sentire odori che gli altri, invece, non riescono a percepire.

L’indagine è stata effettuata su oltre 7mila pazienti dai 40 anni in su. E l’esito non è incoraggiante. Soffrire di fantosmia, infatti, non è qualcosa da sottovalutare. Non si tratta solo di una peculiarità che potremmo definire quasi goliardica e pittoresca. Perché la ricerca ha rivelato una forte correlazione tra questa tendenza e le condizioni cardiocircolatorie e la presenza di colesterolo nei soggetti indagati.

Fantosmia (foto web)
Fantosmia (foto web)

Sostanzialmente, chi avvertiva odori “diversi” che gli altri non sentivano, aveva il colesterolo più alto. E, come sappiamo, questo indice non va assolutamente sottovalutato, così come il rischio di ictus che hanno gli ipertesi che, in molti casi, soffrono anche di fantosmia.

Insomma, non si tratta di un problema da poco, da trascurare o da riderci su. Il consiglio che vi diamo, come sempre facciamo quando parliamo di salute, è di rivolgervi a medici ed esperti per qualsiasi dubbio e sospetto sulle vostre condizioni fisiche.