Il più grande Colosso mondiale costretto a pagare centinaia di milioni di dollari | L’accusa è gravissima

“Sono ottimista sul fatto che quanto è stato accettato nell’ambito del patteggiamento assicurerà una maggiore equità”

Un risarcimento plurimilionario. Ma l’accusa è davvero grave e, quindi, non poteva essere altrimenti. Ecco la pronuncia del tribunale che farà certamente la storia. Non solo dell’economia e della finanza, ma anche dei diritti.

Giustizia (foto web)
Giustizia (foto web)

Alla fine è stato meglio patteggiare una class action anziché affrontare un processo che avrebbe potuto creare danni enormi, sia sotto il profilo economico che aziendale. Il patteggiamento, però, è comunque ingente e ammonta a circa 118 milioni di dollari. Questa la cifra concordata per risolvere la disputa.

Una pronuncia importante se si pensa che il tema delle discriminazioni è sempre più sentito in tutto il mondo. In Italia, cinquantacinque donne dall’inizio del 2022 secondo l’Osservatorio Nazionale Femminicidi Lesbicidi Trans*cidi di Non Una di Meno”.

Ma il tema è mondiale. Solo per fare un altro esempio, la Chiesa cattolica ha deciso di finanziare la pubblicazione in Pakistan del volume “Donne protagoniste della protezione. Prevenzione degli abusi di bambini in famiglie e scuole”, comprendente diversi contributi di esperti del settore e curato dalla World Union of Catholic Women’s Organizations. Insomma, siamo di fronte a un’emergenza mondiale.

La multinazionale condannata

E, allora, fa certamente notizia il patteggiamento firmato da Google sulla discriminazione di genere. Google LLC è un’azienda statunitense che offre servizi online, con quartier generale a Mountain View in California, nel cosiddetto Googleplex. La class action accusava il colosso americano di pagare le donne sistematicamente meno. Mountain View accetta di pagare 118 milioni di dollari per risolvere la disputa e si impegna a consentire un monitoraggio esterno delle sue pratiche.

Google (web source) 15.6.2022 direttanews
Google (web source)

L’accordo riguarda 15.500 donne che hanno lavorato a Google in California in 236 differenti posizioni dal 2013. “Anche se riteniamo le nostre politiche eque, dopo cinque anni” di battaglia legale “abbiamo stabilito che risolvere la questione era nel miglior interesse di tutti”, afferma il portavoce di Google Chris Pappas precisando che la società nel patteggiamento non ha ammesso alcun misfatto. La denuncia era stata depositata nel 2017 in un tribunale di San Francisco.  “Siamo soddisfatti di aver raggiunto l’accordo”, aggiunge Pappas.

“Come donna che ha trascorso la sua intera carriera nell’industria tecnologica, sono ottimista sul fatto che quanto Google ha accettato nell’ambito del patteggiamento assicurerà una maggiore equità per le donne”, mette in evidenza Holly Pease, una delle donne che ha accusato Google. L’accordo deve comunque ancora essere approvato da un giudice. Ma ha già fatto storia.