Vitamina D, attenzione a non esagerare con gli integratori | L’abuso lo pagherete caro

Attenzione, quindi, a fare “scorpacciate” di vitamina D tramite gli integratori, perché si rischia grosso

La vitamina D è una vitamina liposolubile, quindi accumulata nel fegato e non è dunque necessario assumerla con regolarità, attraverso i cibi, dal momento che il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo diventa necessario. La vitamina D ha due forme: l’ergocalciferolo, assunto con il cibo, e il colecalciferolo, sintetizzato dal nostro organismo. Attenzione però a esagerare, il nostro organismo potrebbe risentirne.

Ipervitaminosi (web source) 14.7.2022 direttanews
Ipervitaminosi (web source)

Non ci sono sufficienti per consigliare l’utilizzo degli integratori di vitamine e minerali allo scopo di ridurre il rischio di ammalarsi di cancro o malattie cardiovascolari. Anzi, in alcuni casi, gli integratori possono essere più dannosi che benefici. E’ la conclusione a cui è giunta la US Preventive Services Task Force, organizzazione indipendente che fa capo al ministero della Salute americano.

Ha pubblicato sul Journal of the American Medical Association le nuove raccomandazioni sull’uso degli integratori. Le raccomandazioni nascono dall’analisi combinata di 84 studi che hanno consentito ai ricercatori di formulare raccomandazioni differenziate per i diversi tipi di integratori.

Per i multivitaminici, gli studi sembrano suggerire una piccolissima efficacia nella capacità di prevenire il cancro. Ma di entità così modesta da non avere riflessi sulla mortalità, mentre non è stato osservato nessun beneficio nei confronti delle malattie cardiovascolari.

Non sono comunque stati rilevati particolari rischi associati al loro consumo. Diverso il caso del beta-carotene. Il suo consumo è associato a un lieve aumento del rischio di cancro al polmone nelle persone più a rischio, come i fumatori o chi è stato esposto all’amianto. E’ stato invece riscontrato un leggero aumento del rischio di ictus (vitamina E), calcoli renali (vitamina D) e stipsi (calcio).

Attenzione alla ipervitaminosi

Sulla base di questi dati la US Preventive Services Task Force sconsiglia esplicitamente l’assunzione di beta-carotene, poiché i danni superano i benefici, e di vitamina E (che non dà alcun beneficio netto), mentre assume una posizione interlocutoria sulle altre vitamine e sui multi-vitaminici, attendendo maggiori prove di efficacia.

Vitamina D (web source) 14.7.2022 direttanews
Vitamina D (web source)

Attenzione, quindi, a fare “scorpacciate” di vitamina D tramite gli integratori, perché si rischia di andare in ipervitaminosi. La vitamina D è perlopiù sintetizzata dal nostro organismo, attraverso l’assorbimento dei raggi del sole operato dalla pelle. Questa vitamina è un regolatore del metabolismo del calcio e per questo è utile nell’azione di calcificazione delle ossa.

La vitamina D contribuisce inoltre a mantenere nella norma i livelli di calcio e di fosforo nel sangue. La vitamina D è scarsamente presente negli alimenti (alcuni pesci grassi, latte e derivati, uova, fegato e verdure verdi). L’unica eccezione è data dall’olio di fegato di merluzzo. Il nostro organismo accumula gran parte della vitamina D attraverso l’esposizione ai raggi solari e bisogna integrarla solo in situazioni particolari. Legate soprattutto alla crescita, alla gravidanza e all’allattamento.

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D è di 400 unità al giorno, in assenza di fattori di rischio. Le dosi possono variare e arrivare fino a 1.000 unità al giorno in presenza di fattori di rischio o deficit. L’eccesso di vitamina D può provocare una calcificazione diffusa a livello dei vari organi, con conseguente vomito, diarrea e spasmi muscolari.