Cyberbulli e haters, fino ad un anno di reclusione e multe salatissime | L’inasprimento della pena per contrastare il fenomeno

Pene fino a un anno di carcere e multe più severe per gli insulti online, nel tentativo di arginare il cyberbullismo

Dovevamo “uscirne migliori”. Ma, evidentemente, così non è. Questi due anni di pandemia hanno ulteriormente incattivito la popolazione mondiale. Sull’esistenza o meno del Covid, poi sulle misure da adottare. Ora anche sulla guerra in Ucraina. Per questo, quindi, sono sempre più diffusi gli episodi di violenza online. Ma arriva un giro di vite.

Cyberbullismo (web source) 13.7.2022 direttanews (2)
Cyberbullismo (web source)

#cuoriconnessi, il progetto di responsabilità sociale di Polizia di Stato chiude l’anno scolastico 2021-2022 con numeri record, che lo pongono al momento come la piattaforma informativa e divulgativa di riferimento nazionale sul cyberbullismo e tutte le forme di uso distorto della rete, con oltre 400mila studenti raggiunti nelle tappe dei virtual tour con le scuole.

La pandemia ha cambiato i programmi ma non ha fermato la voglia di incontrare i ragazzi e i virtual tour. Le sessioni, della durata di circa 50 minuti svolte in orario scolastico sono state realizzate con la collaborazione dei docenti. Con ampio spazio di riflessione e confronto con storie ed esperienze di vita online di altri ragazzi.

Nel nostro Paese, quindi, si sta facendo molta prevenzione sui temi di cyberbullismo, sexting, body shaming e le altre numerose forme di distorsione della rete. Ma forse servono leggi dure come quelle appena varate.

Carcere per gli haters

E’ entrata in vigore una riforma del codice penale che introduce pene fino a un anno di carcere e multe più severe per gli insulti online, nel tentativo di arginare il cyberbullismo. La revisione innalza la pena massima per l’insulto online da circa 70 euro a 2.200 euro e introduce una pena detentiva effettiva fino a un anno dai 30 giorni previsti fino ad ora. Anche il termine di prescrizione per l’insulto è stato rivisto a tre anni, rispetto a un anno.

La wrestler Hana Kimura (web source) 13.7.2022 direttanews
La wrestler Hana Kimura (web source)

Accade in Giappone, dove gli sforzi per modificare questa legge hanno preso slancio nel Paese dopo che la popolare wrestler professionista giapponese Hana Kimura si è tolta la vita nel maggio 2020, all’età di 22 anni, dopo essere stata bersaglio di una campagna di odio sui social media durante la sua partecipazione al reality show “Terrace House”. Ampio il dibattito che ha preceduto l’approvazione della modifica, con i critici, tra cui il principale partito di opposizione, che sostenevano che la legge potrebbe essere usata per soffocare le critiche legittime a politici o funzionari.

La legge ha ottenuto l’approvazione pochi giorni fa, dopo che le forze politiche hanno accettato di aggiungere una disposizione supplementare che prevede una revisione entro tre anni dalla promulgazione per determinare se la legge limita la libertà  di espressione.

Per il ministro della Giustizia Yoshihisa Furukawa “è importante sradicare atti vili come gli insulti che possono portare alla morte di qualcuno”. Furukawa, che ha dichiarato che l’obiettivo non è quello di limitare la libertà di parola, ha affermato che la revisione dimostra che il cyberbullismo “è un crimine che deve essere affrontato con severità” e agirà “come deterrente” per le campagne di odio.