La svolta per risparmiare sulle bollette: il “trucchetto” è semplice ed alla portata di tutti

È ormai sempre più frequente ritrovarsi tra le mani bollette troppo care a causa dell’aumento dei costi che stanno registrando le materie prime luce e gas. Fortunatamente rimediare almeno in parte è possibile: ecco cosa potresti fare.

Il potere d’acquisto di molte famiglie è inevitabilmente calato negli ultimi mesi, complici le restrizioni legate alla pandemia e gli aumenti dei prezzi subite dalla maggior parte delle materie prime. Anche fare rifornimento alla propria auto è diventato un vero e proprio salasso. Non va meglio nemmeno per le utenze domestiche, nonostante sia già possiible approfittare dei vantaggi previsti dal mercato libero. In attesa della sua entrata in vigore definitiva, infatti, ognuno ha la possibilità di scegliere fornitore e tariffa che ritiene più adatti alle proprie esigenze.

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A volte, però, anche questo può non essere sufficiente e ci si ritrova comunque ad avere tra le mani bollette troppo care. Una situazione che per molti può essere davvero problematica da dover gestire. Non si deve comunque disperare, può bastare infatti adottare qualche piccola accortezza per correre ai ripari.

Da troppo tempo ricevi bollette troppo care? Niente paura, a tutto c’è rimedio

Luce e gas hanno raggiunto livelli altissimi, indipendentemente dal fornitore con cui si sottoscrive il contratto, ma il problema è maggiore soprattutto per quest’ultimo. La situazione non sembra essere destinata a migliorare però in autunno, quando la spesa da sostenere sarà ancora più alta a causa del riscaldamento.

Come fare? “Arrendersi” e pagare quanto stabilito o è comunque possibile fare qualcosa? Fortunatamente la risposta è positiva e non potrà che fare piacere alle tante famiglie che non sanno come arrivare a fine mese. Nemmeno gli aiuti che sono stati elargiti dal governo sembrano infatti essere davvero efficaci per mitigare la situazione.

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Se si vuole davver abbassare le spese è però inevitabilmente necessario fare qualche piccolo sacrificio. Le azioni da mettere in conto sono tre, secondo le indicazioni che arrivano dallo studio  “Azioni per la riduzione del fabbisogno nazionale di gas nel settore residenziale”. Tutti noi dovremmo infatti abbassare di 1 grado il riscaldamento in casa, ridurre di un’ora al giorno l’accensione dei termosifoni e di 15 giorni l’anno il periodo di utilizzo.

Semplicemente diminuendo di 1 grado la temperatura, passando quindi dai 20 che dovremmo avere ai 19, si otterrebbe un risparmio medio nazionale del combustibile pari al 10,7%.

Mantenere i termosifoni accesi nelle ore in cui non c’è quasi nessuno presente tra le mura domestiche può inoltre essere considerato quasi uno spreco, nonostante ci garantisca di arrivare in casa e trovare un ambiente accogliente. Decidendo di tenerli in funzione un’ora meno ogni giorno, invece, la riduzione sarebbe pari al 3,6% rispetto al consumo totale.

Un altro accorgimento che può rivelarsi utile ma che molti tendono a sottovalutare è l’adozione delle pompe di calore elettriche, già installate per il condizionamento estivo, anche per il riscaldamento invernale. Altrettanto utile può essere un uso parsimonioso degli elettrodomestici e ridurre l’uso del gas per acqua calda sanitaria e cucina.

Valutare l’uso di strumenti ad alta efficienza energetica (serve prendere in considerazione la classe di efficienza energetica) e usare lampadine a LED sono poi gli ultimi due passi da compiere.