L’incontro tra giovani e natura: la Casa Zaccheo

Ogni anno sono tantissimi i sacerdoti impegnati in prima linea e altrettanto numerose sono le storie di salvezza che loro stessi hanno portato avanti sul territorio.

Per questo è importante aiutarli con delle offerte liberali dedicate al loro sostentamento. Nel sito Uniti nel Dono è possibile effettuare una donazione e informarsi sulle storie di questi preti che, da nord a sud, fanno la differenza.

Tra questi, spicca l’emozionante storia di Don Nicola Corigliano, parroco nella chiesa di Saint Martin de Corléans, ad Aosta, che è riuscito con cura e dedizione in un intento molto speciale: intessere relazioni tra bambini, giovani, anziani e l’ambiente.

Originario di Busto Arsizio, Don Nicola diventa sacerdote nel 2004, ed è stato il suo grande amore per le montagne scoperte nelle sue numerose escursioni, che lo ha portato ad erigere diverse realtà tra loro distanti, ma che si conoscono e si integrano: giovani, famiglie, e persone disabili che cooperano nel bel mezzo di bellezze naturalistiche e paesaggistiche.

È stata sua, infatti, l’idea di fondare Casa Zaccheo: un sogno che diventa realtà.

Un sogno che si è concretizzato in un luogo davvero speciale. Ad un quarto d’ora di strada dal centro abitato di Aosta, nel bel mezzo dei boschi, ci sono due edifici abbandonati che nel 2011 la Regione ha concesso in comodato d’uso gratuito per 90 anni alla Diocesi di Aosta.

“Tutto è nato dalla proposta di un ragazzo – racconta don Nicola -, lui mi disse che in una delle sue escursioni con degli amici del quartiere aveva trovato uno stabile mal frequentato. Poi aveva aggiunto: ‘Come sarebbe bello se questo edificio potesse diventare un luogo in cui i giovani vengono accolti’”.

Un’idea venuta fuori dal nulla che però ha portato, ormai tredici anni fa, alla nascita di un’associazione chiamata L’Albero di Zaccheo, con l’entusiasmante obiettivo di ristrutturare la proprietà situata in Plan d’Avie in Arpuilles, nel comune di Aosta, che ha preso il nome di Casa Zaccheo.

Un progetto fortemente voluto da Don Nicola e garantito grazie all’impegno e alla dedizione mostrati dall’associazione, formata da un gruppo di ben 40 famiglie. Un contagio positivo tra i parrocchiani che ha permesso di intessere reti virtuose di collaborazione e attività sociali finalizzate all’educazione ai valori del Vangelo.

La condivisione e il sostegno sono i principi cardine di questa associazione, volta ad affiancare altri nuclei familiari in difficoltà segnalati dai servizi sociali, grazie anche al supporto garantito tramite bandi regionali e del terzo settore, oltre alla collaborazione con la Diocesi nell’accompagnamento di giovani e coppie.

“Il mio sogno è che questa Casa possa vedere giovani che si ritrovano per suonare la chitarra – conclude Don Nicola –  ragazzi che vanno a pulire il bosco e che rendono la struttura ancora più bella e abitabile, persone che giocano e pregano e che ne invitano altre a scoprire la bellezze di questa realtà naturale. Spero che tutti assieme possano scoprire la ricchezza reciproca”.

Insomma, un paradiso terrestre alla portata di tutti, che apre le porte ai più deboli e ai bisognosi all’insegna della solidarietà.