Wall Street, Obama: dopo il forte calo più tutele per investitori

All’indomani del forte calo di Wall Street, il presidente americano Barack Obama ha promesso che saranno compiuti i passi necessari per “tutelare gli investitori dopo le convulsioni” del mercato azionario. Parlando dalla Casa Bianca, dove ha commentato il rapporto sull’occupazione di aprile, Obama ha spiegato che le autorita’ di regolamentazione “stanno valutando la situazione per evitare che succeda di nuovo” e che al termine delle indagini “renderanno pubblici i risultati insieme alle raccomandazioni in proposito”.

Wall Street ha vissuto ieri una delle giornate piu’ tormentate della propria storia, con il Dow Jones che, a poco piu’ di un’ora dal termine, ha perso quasi mille punti (998,5 per la precisione) in meno di mezz’ora, e’ sceso al di sotto dei 10.000 punti a un minimo intraday di 9.869 punti, e ne ha recuperati 600 nei venti minuti successivi, chiudendo in ribasso del 3,2% (il ribasso in termini di punti peggiore dal febbraio 2009). A fare franare i listini, che nel momento di peggior calo avevano annullato i guadagni per l’anno, e’ stata la paura, diventata terrore, per la crisi del debito in Grecia, ma non e’ stato solo questo. Un secondo fattore e’ stato il drammatico calo di alcune blue chip, tra cui Procter & Gamble e 3M, penalizzate dal cosiddetto sistema “black box”, sistema di trading automatizzato: ogni azione ha un livello “circuit braker”, ovvero una soglia prefissata al di sotto della quale il titolo puo’ essere scambiato anche su altri listini o piattaforme a qualunque prezzo e quando P&G e’ sceso sotto tale livello, e’ arrivata un’offerta dal Nasdaq a 39,37 dollari, il 40% in meno rispetto ai quasi 60 dollari a cui era in precedenza scambiato. Tuttavia, esperti di Wall Street dicono che nessuna blue chip puo’ perdere cosi’ tanto senza una vera ragione e hanno avanzato l’ipotesi di un errore. Secondo indiscrezioni, partite dall’emittente televisiva Cnbc e rilanciate dagli altri media, sarebbe stata colpa di un trader di una grande societa’, forse Citigroup che pero’ smentisce: il trader avrebbe inviato un ordine di vendita per 16 miliardi di dollari in e-minis (i future collegati agli indici azionari e scambiati al Chicago Mercantile Exchange), intendendo invece cederne 16 milioni (avrebbe confuso la “b” di billion, miliardi, con la “m” di million, milioni).

Obama ha poi detto che l’economia americana sta migliorando, ma “servira’ del tempo per ricostruirla”. Per il presidente dal dato sull’occupazione di aprile sono arrivati “segnali molto incoraggianti” sulla ripresa del mercato del lavoro. “Sono state fatte scelte impopolari, ma hanno funzionato”, ha detto Obama, sottolineando che l’aumento del tasso di disoccupazione e’ dovuto al fatto che “molti lavoratori hanno ricominciato a cercare un impiego”. E’ ancora presto per tirare i remi in barca e considerare risolta la situazione: “c’e’ ancora molto lavoro da fare per dare un lavoro a un numero maggiore di persone”, ha detto. Ad aprile sono stati creati più posti del previsto, 290.000, il valore più elevato da quattro anni a questa parte. Ma allo stesso tempo il tasso di disoccupazione è salito al 9,9 per cento dal 9,7 per cento del mese precedente.

Il presidente Obama ha poi detto di aver discusso oggi della situazione in Grecia e degli sviluppi del contesto finanziario europeo con il cancelliere tedesco Angela Merkel. Obama ha sottolineato di essere d’accordo con Merkel sulla necessita’ di “dare una risposta forte” alla crisi nell’Eurozona.

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