Bolivia, Evo Morales: rivolte indigene guidate dagli Usa

Il presidente boliviano Evo Morales accusa gli Stati Uniti di finanziare manifestazioni indigene e minaccia l’ espulsione dal paese dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (Usaid). A loro volta, le organizzazioni indigene che coordinano le azioni smentiscono Morales.

Secondo il presidente sarebbe l’ agenzia statunitense la finanziatrice, attraverso alcune organizzazioni non governative, delle proteste indigene e della rivolta di alcuni dirigenti sindacali contro il governo. Morales identifica tali organizzazioni come “strumento dell’ imperialismo” ed afferma che non gli mancherà il pugno duro per cacciare Usaid dalla Bolivia.

Uno degli episodi a cui Morales fa riferimento è la “VII marcia in difesa del territorio, delle autonomie e dei diritti dei popoli indigeni”. All’ inizio di questa settimana, più di 500 indigeni hanno lasciato Trinidad diretti a La Paz, città in cui risiede il governo. Fra le principali questioni sollevate dai manifestanti ci sono: l’ applicazione dei diritti collettivi, il consolidamento ed il rispetto dei territori ed il diritto ad uno “sviluppo con dignità” dei popoli indigeni boliviani.

A loro volta, Le organizzazioni indigene manifestanti non hanno lasciato Morales senza una risposta. Il 23 giugno la “Confederazione dei Popoli Indigeni Boliviani” ( Confederación de Pueblos Indígenas de Bolivia – Cidob) ha divulgato un comunicato nel quale respinge le accuse del governo ed afferma che gli indigeni continueranno a manifestare fino al conseguimento dei loro obiettivi.

Cosi dichiarano: “Rifiutiamo tutte le affermazioni che alcuni ex dirigenti, cosi come alcuni funzionari del governo stanno divulgando riferendosi al fatto che le nostre manifestazioni indigene siano finanziate da ONG e da Usaid, affermazioni che reputiamo false e mal intenzionate nonché offensive nei confronti di tutti i dimostranti. Le nostre marce si sostentano grazie allo sforzo, al sacrificio ed alla solidarietà di ciascun manifestante.

Un giorno prima della divulgazione del comunicato della Cidob, il Coordinamento delle Organizzazioni Indigene del Bacino dell’Amazzonia, (Coordinadora de Organizaciones Indígenas de la Cuenca de la Amazonia – COICA) esprimeva il suo appoggio alla manifestazione e convocava altre organizzazioni indigene ad unirsi “nella difesa dell’integrità del movimento boliviano secondo i principi di solidarietà reciprocità, cosmovisione, complementarietà e partecipazione politica”.

Karol Assunção – Asud.net